«Not, più sale operatorie e posti letto»

Bordon (Azienda sanitaria) spiega la filosofia del nuovo progetto: «A Trento le emergenze e gli interventi oncologici»


di Chiara Bert


TRENTO. «Il nuovo ospedale di Trento sarà il perno di una rete di sei ospedali dove arriveranno i casi più urgenti e gravi. Di qui la decisione di prevedere nel nuovo progetto sei sale operatorie in più da dedicare alle emergenze e alle patologie oncologiche, e di conseguenza più posti letto». Il direttore dell’Azienda sanitaria Paolo Bordon spiega così la filosofia che sta alla base del nuovo bando di progettazione del Not, una «ritaratura» del progetto del 2011 affossato dai ricorsi che hanno portato alla revoca del bando da parte della Provincia.

Dunque si ricomincia da capo e non è detto, par di capire dalla riflessione di Bordon, che il tempo perso a causa della battaglia giudiziaria non possa almeno rivelarsi utile per alcuni correttivi che ha consentito di apportare. «Gli aggiustamenti - spiega il direttore - sono stati il frutto dell’osservazione di com’è cambiata l’offerta sanitaria in Trentino. Le urgenze più pesanti oggi sono prese in carico dal Santa Chiara, mentre in passato molte erano gestite dagli ospedali di valle. L’ospedale di Trento si inserisce oggi in una rete di ospedali in cui tutti hanno un ruolo fondamentale. Gli ospedali di periferia hanno quello di gestire sul territorio le patologie diffuse e croniche, Trento invece - come hub - è l’ospedale che gestisce l’urgenza-emergenza grave». Parte da questa impostazione la decisione di prevedere al Not 24 sale operatorie, sei in più di quelle previste dal primo bando: «Serviranno per le emergenze e per gli interventi oncologici dove dobbiamo rispettare gli obiettivi sui tempi di attesa», chiarisce Bordon. «Logica conseguenza di questa ritaratura - prosegue il responsabile dell’Azienda sanitaria - è l’aumento dei posti letto»: erano 600 nel bando precedente, ora saranno 641 (42 intensivi, 73 semi-intensivi, 436 ordinari, 90 per il day hospital), con la possibilità di aggiungerne 100 senza altri interventi sull’impianto. «Dobbiamo ricordare che la mission del Not è di tre tipi: assolvere ad ospedale della città e dell’area che gravita sul capoluogo, gestire l’attività programmata di chirurgia e in particolare della chirurgia oncologica, infine far fronte alle emergenze e ai casi che arrivano con l’elisoccorso».

Un’altra novità è la riduzione del numero di ambulatori, da 180 a 164, «una riduzione apparente - osserva Bordon - una parte degli ambulatori sarà nei reparti per le attività che riguardano i pazienti ricoverati, i 164 saranno dedicati solo agli esterni». Il direttore ricorda che nel bando di progettazione saranno inseriti vincoli precisi, sul comfort di alcuni reparti (in primis pediatria) e sulla vicinanza di alcuni reparti tra loro (pronto soccorso pediatrico e ostetrico, ginecologia e area materno-infantile). «Il nuovo ospedale dovrà funzionare per decenni. Adesso attendiamo la gara, poi sarà un confronto continuo tra noi e il vincitore». Preoccupato per i ricorsi (due anni di ritardo stimati sui tempi di avvio, inizio 2022)? «Affatto - risponde - sono ottimista di natura e quando si condividono obiettivi e localizzazione e ci sono le risorse a disposizione, ci sono tutte le pre-condizioni perché l’opera si faccia».

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