Niente classe bilingue per gli esclusi dal sorteggio

Trento. Alla fine la soluzione, o almeno quella auspicata dai genitori, non si è trovata. Ieri pomeriggio Provincia, Comune e dirigente dell’istituto comprensivo Trento 5 si sono confrontati in una...

Trento. Alla fine la soluzione, o almeno quella auspicata dai genitori, non si è trovata. Ieri pomeriggio Provincia, Comune e dirigente dell’istituto comprensivo Trento 5 si sono confrontati in una lunga riunione per cercare di risolvere il problema dei 12 ragazzi esclusi dal percorso bilingue alle medie Bresadola dopo i primi cinque anni alle elementari Sanzio o Gorfer. In tutto dalle due quinte classi bilingui si sono iscritti al percorso bilingue delle Bresadola in 32, poi si sono aggiunti altri 4 bambini provenienti dal percorso veicolare. Ma alle Bresadola c’è una sola sezione con 25 posti. Gli ammessi sono stati estratti a sorte. Gli altri sono stati esclusi e dovranno iscriversi a un altro percorso entro oggi. Per questo ieri l’assessore provinciale Mirko Bisesti, quello comunale Chiara Maule, il dirigente del Dipartimento della conoscenza Roberto Ceccato e il dirigente di Trento 5 Michele Rosa si sono confrontati a lungo per cercare una soluzione. Ma i tempi sono troppo stretti e non è possibile organizzare un’altra sezione bilingue. In una nota congiunta si spiega che negli anni scorsi spesso non tutti gli iscritti alle due sezioni proseguivano nel percorso: «La possibilità di attivazione di una seconda classe è stata fin dall'inizio subordinata al raggiungimento di un numero minimo di iscritti (aspetto questo in passato di difficile previsione), della valutazione della disponibilità di spazi interni, considerata la capacità ricettiva della scuola la cui capienza massima è fissata in 8 sezioni e dell'autorizzazione da parte provinciale, relativamente alla copertura degli oneri finanziari e della possibilità di reclutare i docenti idonei. La questione non può essere ridotta esclusivamente alle condizioni logistiche, tanto che il Comune potrebbe disporre di uno spazio idoneo presso altro istituto della città. Si tratta, invece, di una problematica che coinvolge una pluralità di aspetti, in particolare legati alla programmazione scolastica, all'organizzazione didattica ed alla sostenibilità finanziaria. Considerata quindi la complessità della problematica, le istituzioni al tavolo hanno condiviso la necessità di avviare al più presto un confronto per verificare le condizioni per un futuro ampliamento dell'offerta formativa bilingue, anche in altre zone della città. Nell'oggettiva impossibilità quindi di attivare fin da subito una seconda classe bilingue, l'Istituto ha comunque confermato la propria disponibilità ad accogliere gli undici alunni oggi esclusi (di cui otto provenienti dai corsi bilingue della scuola primaria) nei corsi CLIL potenziati della scuola Bresadola».