Maschio: «Noi, costruttivi con la giunta» 

Dopo l’apertura di Serra (Pd), il capogruppo M5S: «Pronti a fare la nostra parte votando le delibere che ci convincono» 


di Sandra Mattei


TRENTO. Tra le tante reazioni in questi ultimi giorni al rimpasto del sindaco Andreatta, quella dei Cinquestelle è di basso profilo. Non hanno firmato il documento delle opposizioni (Lega, Civica, Forza Italia e Progetto Trentino) che hanno chiesto le dimissioni del sindaco dopo il risultato delle provinciali, che ha mandato a casa il governo di centrosinistra. E d’altra parte, il capogruppo del Pd Paolo Serra in un’intervista pubblicata domenica sul Trentino ha detto che un dialogo con i Cinquestelle è possibile, anzi auspicabile. Abbiamo chiesto ad Andrea Maschio, capogruppo del M5S, la loro posizione e come si comporteranno da qui alla fine della consiliatura.

Il M5S non è intervenuto nell’ampio dibattito del dopo rimpasto, che non risparmiato critiche al sindaco sia da destra che dal suo stesso partito. Perché?

Il rimpasto mantiene lo status quo, perché alcuni consiglieri sono stati coinvolti nella giunta, altri simbolicamente sono rimasti fuori, anche se poi quest’ultimi non penso abbiano interesse a fare cadere la giunta per consegnarla alla destra. Non penso che le scelte del sindaco saranno determinanti per cambiare il modus operandi, anche se ho molta stima per i due consiglieri entrati in giunta: Corrado Bungaro e Alberrto Salizzoni (rispettivamente assessore alla cultura e ambiente e all’urbanistica, ndr.), quindi mi auguro che l’azione di governo migliori, soprattutto sull’ambiente, tema sul quale non è stato fatto niente.

Può precisare cosa non è stato fatto?

Sia l’assessora Marika Ferrari che Andrea Robol non hanno concluso granché, se non a parole. Noi abbiamo chiesto di bloccare l’attività della Sativa, il regolamento del biologico per vietare anticrittogamici e glisofato, le regole sulla coltivazione della canapa industriale. Su tanti di questi temi siamo in linea con Corrado Bungaro, che ha una sensibilità ambientalista e spero che si riesca a concludere qualcosa. Per quanto mi riguarda, sono rientrato in commissione ambiente, dopo che ha lasciato Antonia Romano, con questa speranza.

E per quanto riguarda l’urbanistica?

Spero che Salizzoni decida di forzare di più la mano, perché Biasioli era stato delegittimato dalla sua stessa maggioranza, dopo che gli è stata tolta la delega del Prg. Il sindaco se l’è tenuta, ma visto che ora è stato nominato Salizzoni, mi auguro che abbia più libertà di muoversi.

Perché non vi siete associati alle critiche ed alla richiesta di dimissioni?

Perché siamo stufi di stare alla finestra. È del tutto manifesto che la giunta dovrebbe dimettersi per manifesta immobilità, non incapacità. Ma capisco che non vogliano andare ad elezioni anticipate di fronte ad una sconfitta certa. Non lo farei nemmeno io, per cui l’unica è rimboccarsi le maniche e cercare di ottenere risultati. Per quanto ci riguarda saremo costruttivi e voteremo le delibere che ci trovano d’accordo. Ci sentiamo liberi di dire di no, ma non con lo spirito di far cadere la giunta.

Il risultato delle provinciali non è stato entusiasmante nemmeno per voi, perciò non vi conviene andare a elezioni.

Non faccio i conti se vinco o perdo, io mi metterò in campo con le persone che vogliono lavorare su alcuni temi, senza guardare le appartenenze politiche. Se facessi calcoli, sarei come tutti gli altri e non mi piace. Da domani mi impegno a lavorare sull’ambiente, sull’urbanistica, sulla democrazia diretta, con le persone che ci stanno.

Quali le vostre priorità, in quest’ultimo anno e mezzo?

È la giunta che propone l’agenda, ed il sindaco mi ha detto che ne vuole parlare anche con me. Noi siamo disponibili a ragionare sul progetto Italcementi, sull’Atesina, sulla Sativa. Anche sulla piscina sembra che si sia tornati indietro, dopo che il progetto presentato era stato criticato per le otto corsie invece che le dieci regolamentari. C’è stato un ripensamento e si sono risparmiati alcuni spazi, comprese le palestre per il tuffo a secco. Ce ne faremo una ragione, il progettista ha detto chiaramente che a qualcosa bisogna rinunciare e che stanno progettando una struttura modificabile, per aggiungere spazi quando ci sarà l’occasione.

Sulla riqualificazione dell’ex Santa Chiara e i 18 milioni bloccati dal governo gialloverde cosa pensa?

Mi sono dato da fare fin dall’inizio, mettendomi in contatto costante con il ministro Fraccaro per assicurare il finanziamento, visto il progetto già avviato per gli uffici tecnici, arrivino. È vero che ci sarà un ritardo ed i soldi arriveranno nel 2020, ma sono contento che l’assessore Italo Gilmozzi, in consiglio abbia riconosciuto che c’è stato anche il mio impegno. Fraccaro ha assicurato che i soldi ci saranno, detto questo, faccio presente che siamo stati fortunati, perché è un progetto che niente ha a che fare con le periferie urbane.

Sosterrete l’indennità di presidenti delle circoscrizioni?

Siamo d’accordo sull’indennità ai presidenti, ma anche ai consiglieri, purché partano dalla prossima consiliatura. Il sindaco ha detto che la delibera può essere pronta entro fine mese, ma se vuole iniziare la campagna elettorale, noi non lo sosterremo.













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