sopramonte - stasera al teatro parrocchiale 

Le imprese di Beber raccontate con le immagini

TRENTO. Alessandro Beber, 31enne trentino, guida alpina a tempo pieno da quasi un decennio, laureato a Padova in Geografia dei processi territoriali, ha già alle spalle, nonostante la giovane età, un...



TRENTO. Alessandro Beber, 31enne trentino, guida alpina a tempo pieno da quasi un decennio, laureato a Padova in Geografia dei processi territoriali, ha già alle spalle, nonostante la giovane età, un curriculum alpinistico di tutto rispetto, ma non solo. Numerose le scalate sulle Dolomiti ma tanti anche i viaggi in giro per il mondo, tra trekking e arrampicate, dalla Groenlandia al Mali, dal Canada alla Nuova Zelanda, dal Sahara al Giappone. Un insieme di esperienze che Beber racconterà questa sera sulle falde del Bondone, al teatro parrocchiale di Sopramonte (alle ore 20,30), in una serata organizzata dalla sezione locale della Sat. Sarà un racconto accompagnato da molte immagini filmate, da diversi spezzoni di documentari, “tra roccia e neve”, come recita il titolo. “Ognuno di noi ha un’indole genetica che arde nell’intimo che lotta per venire a galla – riflette l’alpinista – La mia, nonostante il mio ambito familiare fosse estraneo a certe sollecitazioni, è sempre stato l’alpinismo”. E prosegue: “Quando nella mia adolescenza sono venuto a contatto con quell’universo verticale fatto di avventure, progetti ed esplorazioni, è stato per me come toccare con mano dei sogni a lungo covati. D’un tratto ho saputo che quel mondo avrebbe indissolubilmente fatto parte della mia vita. Diventare guida alpina è stato così una scelta naturale, sostenuta dalla volontà di continuare a sognare ad occhi aperti e condividere le soddisfazioni di quell’impareggiabile scuola di vita che è la montagna”. Una passione, quella per l’alpinismo, che si associa ad un’altra. Beber infatti sottolinea: “Un altro pallino è sempre stato quello di documentare le mie esperienze, nella speranza di riuscire a trasmettere almeno un briciolo della struggente bellezza che gli alpinisti trovano tra le montagne”.(pa.pi.)













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