La famiglia Decarli lascia l’Orso Grigio 

Lo storico ristorante cittadino cambierà gestione dopo 23 anni nelle mani della celebre casata di imprenditori


di Claudio Libera


TRENTO. Lo “Storico ristorante all’Antico Orso Grigio di Trento”, come recita l’insegna a bandiera diventata segno inconfondibile e caratteristico del locale che si trova in una collocazione invidiabile e molto suggestiva in centro città, non chiuderà definitivamente come sussurravano alcune voci in città, ma cesserà di essere gestito dalla famiglia Decarli. Questo nei prossimi giorni, appena salutate le vacanze natalizie e di fine anno con l’arrivo della Befana.

Ora si ha la conferma ufficiale direttamente dalla famiglia Decarli, mamma Renata coi figli Novella e Massimiliano, che hanno deciso per la cessione dello storico locale di via degli Orti, voltando pagina di una storia che li ha fatti conoscere e apprezzare da tutti gli amanti della buona tavola.

L’avventura di Fabio e del fratello Cristiano, ambedue scomparsi, il primo due anni fa, il fratello nel 2005, era iniziata nel 1995, dopo anni di successi all’altra storica realtà della ristorazione trentina, quella del Ristorante al Ponte, a Maso Grillo di Pergine Valsugana. Ora la famiglia Decarli parrebbe intenzionata a rimanere in centro città, in una nuova postazione, sempre con un occhio di riguardo alla tradizione trentina.

Mauro Lando, nel suo volume “Trento Nuova. Le sue strade, le sue storie”, Ed. Curcu&Genovese, narra la piccola ma curiosa “storia” dell’Orso Grigio, in quella “strada antica, tracciata dentro la mura della città dove vi erano gli orti da cui prende il nome”.

Proseguendo nella sua descrizione: “A fianco di quella che era l’Osteria alla bella Angelica, si apriva l’ottocentesco Teatro varietà all’Orso Grigio, che occupava il giardino di una trattoria adiacente al retrostante palazzo Larcher - Fogazzaro di via Mazzini. Ora al posto del teatro si trova, con il suo giardino, il ristorante trattoria Orso Grigio, locale tipico della cucina trentina gestito dalla famiglia Decarli. In origine l’area degli spettacoli era all’aperto e proprio per incrementare l’accesso del pubblico, il proprietario Dionigi Franzoi ottenne nel 1885 l’autorizzazione alla copertura in legno del teatro con la prescrizione di utilizzare cartone incombustibile”.

“Il progetto venne elaborato dall’ingegnere Quintilio Brugnara, mentre il maestro carpentiere Vigilio Tamanini si assunse la responsabilità della copertura. Molti in quel teatro, si racconta, furono i successi degli spettacoli di prosa e di varietà ma anche d'opera e operetta. Verso la fine dell’Ottocento l'attività andò via via diminuendo, finché all'inizio del Novecento gli spettacoli furono sospesi. Dopo la prima guerra mondiale il teatro riaprì e come attrazione offerse l’elefante “Joly” definito “il più grande del mondo”. Negli anni Venti fu il luogo di comizi politici e sindacali, poi divenne solo caffè e infine ristorante. Va segnalato che il giardino oltre la cancellata di accesso all’“Orso Grigio” è l’ultimo orto tutt’ora esistente di via degli Orti.















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