«La celiachia? È come un camaleonte» 

Al Grand Hotel l’incontro su una malattia ancora nascosta, che si nasconde dietro sintomi non sempre facili da capire



TRENTO. La celiachia può essere definita come un “camaleonte clinico” perché non sempre presenta sintomi chiari, ma spesso si nasconde dietro delle sintomatologie tutte da decifrare. «Ai sintomi classici (perdita di peso, vomito e diarrea) si affiancano quelli atipici come lo possono essere i disturbi dell’umore, le alterazioni del ciclo mestruale o un anomalo ritardo della sua prima volta. Nel bambino invece, può essere il motivo di una crescita rallentata» ha spiegato Carlo Polloni primario dell’unità operativa di pediatria di Rovereto, nell’ambito del quinto congresso provinciale del Comitato scientifico dell’Associazione italiana Celiachia, organizzato ieri al Grand Hotel Trento»

Qual’è la situazione del Trentino? «È confermato il trend in aumento che caratterizza il quadro nazionale. Di certo siamo ad una media superiore a quel’1% di popolazione affetta da allergia al glutine». Geograficamente ci sono delle differenze? «In questo caso il dato è uniforme per tutto il Trentino. Oggi si è creata una maggiore attenzione perché abbiamo una diagnostica più precisa e tempestiva e quindi il dato in aumento può derivare anche da una diminuzione del sommerso, piuttosto che da un reale svilupparsi dell’allergia.

Ci sono dei motivi specifici ?

«Alla base di tutto c’è il cambio degli stili di vita che hanno influenza negativa sulla flora batterica intestinale che interagisce con il sistema immunitario, creando delle reazioni.

Si assiste ad un proliferare di negozi specializzati. Si tratta di una risposta ad una domanda reale o piuttosto un business generalizzato? «Premetto che questa diffusione è un fatto positivo perché l’ammalato non si sente più isolato come succedeva qualche tempo fa quando il celiaco accertato, non poteva che rinunciare a mangiare specifici alimenti, senza le attuali possibilità alternative. Poi è ovvio che quando si parla di un fenomeno sociale c’è anche chi cavalca l’onda dando spazio al business, ma per fortuna i livelli qualitativi restano comunque alti».

In mattinata - in occasione dell’incontro di ieri al Grand Hotel - si è discusso dei nuovi alimenti senza glutine, della possibilità di avere alimenti a base di farine detossificate o ottenute da grani con ridotto contenuto di sequenze tossiche e dello stato dell’arte della ricerca sulle nuove strategie di trattamento della celiachia. Ma si è parlato anche di cereali non più coltivati e della generica qualità del prodotto nell’epoca antecedente alla industrializzazione della produzione. E’ stato dedicato uno spazio di approfondimento anche al rapporto tra celiachia e malattie reumatologiche. Nove i relatori che si sono alternati con i propri interventi. (d.p.)













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