STUDI

L'Università di Trento riparte tra didattica online e in presenza

La regola del distanziamento riduce i posti aule a meno del 25%



TRENTO. Il rispetto della sola regola del distanziamento in aula ne riduce la capacità a meno del 25% dei posti utilizzabili. Così il rettore dell'Università di Trento, Paolo Collini, ha scritto agli studenti per assicurare che l'ateneo ha scelto «di garantire la didattica a distanza, sempre per tutti e, allo stesso tempo, di consentire a turno la presenza in aula», cercando così di mantenere l'equilibrio, non facile, tra didattica a distanza e in presenza.

«Ma, come potete immaginare, la situazione complessa non ci permette di avere risposte semplici, né un modello unico», scrive il rettore. I dipartimenti, prosegue Collini, «si organizzeranno a seconda della loro specificità e per il primo semestre adotteranno un mix di tre diverse soluzioni. La prima è la presenza a turni: la partecipazione degli studenti in aula sarà a rotazione. Chi non fosse presente in quel turno, seguirà la stessa lezione in streaming. La turnazione media stimata potrebbe essere di una lezione su tre in presenza. Seconda soluzione è la selezione degli insegnamenti in presenza, che verranno replicati più volte, quindi gli altri avverranno interamente a distanza scegliendo sulla base della numerosità degli studenti, l'approccio didattico o l'anno di corso».

Ultimo punto è quello degli insegnamenti online e dei gruppi di discussione: «Sarà reso disponibile online per tutti una parte dell'insegnamento (ad esempio il 50-60%) e sarà invece garantita la didattica in presenza per commentare e integrare il materiale online in gruppi piccoli, replicati più volte. Questo modello cerca di trarre vantaggio sia dal potenziale della didattica a distanza, sia dalla modalità di confronto e partecipazione attiva in piccoli gruppi», scrive ancora il rettore. 













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