L’ex leader di Forza Nuova fa il vigile in val di Fassa 

La polemica. De Masi, ex coordinatore locale, ha preso servizio a inizio estate nella polizia locale  L’Osservatorio contro i fascismi attacca: «Posizioni incompatibili con il ruolo da pubblico ufficiale» 

Trento. Abbandonato il tribunale di trento, dove lavorava come vigilante, numa de masi - ex coordinatore locale di forza nuova - da qualche mese ha iniziato a vestire la divisa da agente della polizia locale della val di fassa.

Dal palazzo di giustizia de masi non se n’era andato esattamente di sua spontanea volontà: alla fine del 2017 era finito nei guai per aver contribuito alla diffusione di un video - estrapolato dalle telecamere di videosorveglianza del tribunale - in cui veniva ripreso, durante un’udienza a porte chiuse, un imputato, un cittadino straniero - inquadrato con tanto di manette ai polsi. il tutto gli era costato l’allontanamento dal tribunale e poi un procedimento per abuso d’ufficio, chiusosi con un decreto penale di condanna, al quale poi era stata presentata opposizione con richiesta di messa alla prova e risarcimento. con quest’ultime, il reato si è poi estinto. all’inizio del 2018, poi, de masi ha lasciato la segreteria del partito, continuando da semplice militante.

Con l’inizio di quest’estate, l’ex leader locale di forza nuova è stato chiamato nel corpo locale della val di fassa: de masi era risultato idoneo per un concorso per agente a pinzolo, e dalla val di fassa, essendo a corto di personale, hanno chiesto di poter attingere - per un contratto a tempo determinato - dalla graduatoria del comune rendenero. insieme a lui è stata assunta un’altra persona, sempre per il periodo estivo.

Legalmente, de masi non avrebbe preclusioni: il reato si è estinto, e senza un’interdizione, anche solo temporanea, dai pubblici uffici, o senza una condanna passata in giudicato ritenuta incompatibile con l’incarico, non vi sono paletti particolari. tanto che, ci viene detto, de masi di concorsi analoghi a quello per il comune di pinzolo ne ha sostenuti diversi, senza che le pubbliche amministrazioni coinvolte lo escludessero.

Sul fronte dell’opportunità, c’è però chi ha avanzato dei dubbi. a sollevare pubblicamente il caso, infatti, ci ha pensato l’osservatorio contro i fascismi, che in un post su facebook - allegando alcune foto e screenshot, tra cui un primo piano di de masi con il capitano delle ss e criminale nazista erich priebke - si chiede: «già tempo fa avevamo espresso i nostri dubbi sulla compatibilità di questo personaggio e un lavoro che richiede il porto d’armi e svolto soprattutto in posti pubblici sensibili. alleghiamo qualche screenshot che ci fa mettere seriamente in dubbio la sua compatibilità con un servizio pubblico che dovrebbe essere svolto da persone senza pregiudizi, in maniera imparziale, riconoscendosi nei valori costituzionali, per la gestione della sicurezza di tutti i cittadini (e non solamente di quelli bianchi, benestanti e fedeli alla patria). ci chiediamo con quale criterio è possibile attribuire la qualifica di pubblico ufficiale ad un elemento simile, quando non fa nulla per nascondere il suo disprezzo nei confronti dei migranti, delle donne o di chi la pensa diversamente dal duce».

Il comandante della polizia locale fassana, gianluca ruggiero, fa quadrato attorno a de masi: «pOsso dire che è un lavoratore impeccabile: mai un richiamo, mai un problema o una lamentela da parte di qualcuno. la sua chiamata è stata trasparente perché abbiamo attinto dalla graduatoria di pinzolo nell’ordine previsto. la pendenza che aveva in precedenza era stata fatta presente sia lì che qui, ma non c’erano state questioni ostative e de masi era stato dichiarato idoneo, perché problemi alla sua partecipazione al concorso non ce n’erano. il razzismo? un’ideologia che io respingo con forza, come cittadino e come pubblico ufficiale. ma quello che de masi eventualmente scrive su facebook è una sua responsabilità da privato cittadino e se ne assume tutto l’onere».