Investito e ucciso dal treno all’alba 

La vittima era senza documenti, si sa solo che aveva la pelle scura. Il macchinista del regionale non ha potuto fare nulla



TRENTO. Il sole era lì lì per fare capolino e lui stava camminando lungo i binari. Il rumore del treno non lo ha fatto scappare. O forse non ha fatto in tempo neppure a pensare che doveva salvarsi. Ed è morto investito da un regionale appena partito da Trento e diretto a Verona. La tragedia si è consumata alle 6 e un quarto di ieri mattina lungo i binari, all’altezza della zona artigianale di Mattarello. Il treno ha ucciso una persona di cui - ancora - non si sa nulla. Se non che la sua pelle era scura e questo fa pensare che possa trattarsi di un immigrato, forse di un profugo. Gli agenti della polizia ferroviaria non hanno trovato documenti ora si stanno facendo accertamenti su quello che è rimasto della persona per cercare arrivare ad un nome. Per dare un’identità al morto.

La tragedia si è consumata in un attimo davanti agli occhi del macchinista del regionale 2741 partito alle 6.10 dalla stazione di Trento. La velocità del convoglio era attorno ai 150 chilometri all’ora in quel tratto e la fermata successiva sarebbe stata nella stazione di Rovereto. Nella parte sud dell’abitato di Mattarello, il macchinista si è trovato davanti una persona. Ha cercato di frenare, ma non c’era lo spazio necessario per arrestare il treno. E l’impatto è stato inevitabile e devastante per quella persona che stava camminando - secondo la prima ricostruzione - lungo la massicciata. L’allarme è stato dato immediatamente ma l’intervento dei sanitari di Trentino Emergenza è stato inutile. Il traffico ferroviario è stato fermato in entrambe le direzione per permettere il primo intervento

Non si sa nulla della persona morta, neppure il sesso. Saranno analisi sui resti che - forse - permetteranno di risalire alla sua identità. L’unica indicazione in mano ai poliziotti è il colore della pelle. Scura. Null’altro perché l’impatto con la motrice del treno ha avuto effetti devastanti per la vittima. L’ipotesi più probabile è che la persona stesse camminando seguendo la massicciata ferroviaria per avere la certezza di seguire una traccia per raggiungere, forse, il Brennero. Non si può escludere che si sia trattato di un suicidio anche se gli elementi sembrano portare tutti verso la tragedia.

Una tragedia che aveva già colpito il Trentino poco meno di un anno fa. A metà novembre, ad Avio, Rawda, donna etiope di 29 anni era stata urtata da un convoglio. Morta sul colpo, morta senza documenti, era stato il lavoro della Polfer a dare l’identità alla salma. Ed era stata la solidarietà di tante persone di Avio che - dopo una raccolta fondi promossa dal «basso» - aveva permesso di pagare il viaggio per far tornare il corpo della donna a casa. Dove ad aspettarlo c’erano i genitori e il figlio di 10 anni che aveva lasciato per andare alla ricerca di un futuro. (m.d.)

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