Invasione di “millepiedi” 80 residenti protestano 

Il caso in Primiero. Gli abitanti di Fiera, tra via San Francesco e via Terrabugio, lamentano la presenza degli insetti, sulle case private e sui terreni pubblici. Chiedono interventi al Comune



Primiero. Sta per essere consegnata al Comune di Primiero San Martino di Castrozza una lettera firmata da circa 80 censiti per richiamare l’attenzione riguardo la infestazione di insetti comunemente conosciuti come “millepiedi”.

I millepiedi si trovano in ambienti molto umidi e ricchi di humus (componente chimico del terreno) e li troviamo facilmente tra il fogliame marcio, nel terreno sotto pietre e tronchi caduti, nel legname marcio, nell’erba tagliata e in decomposizione, nelle fessure, ecc… Ad essere interessati dall’invasione di questi piccoli insetti neri sono in particolare le case che sorgono ai margini di boschi, rive erbose, terreni incolti; purtroppo, anche se la letteratura scientifica li considera inoffensivi, sono animaletti “inquietanti” - per alcune persone - in quanto sono soliti durante la notte arrampicarsi in grande quantità sui muri delle case arrivando anche fino ai piani superiori e a volte riescono ad entrare in casa. A vederli sui muri non è un gran bel spettacolo. A questo punto sembra necessario mettere in atto interventi da parte del Comune, che per quanto parziali, possano limitare e circoscrivere la diffusione. Ma ecco il testo della lettera che verrà consegnata in Comune.

«Nell’abitato di Fiera di Primiero, tra via San Francesco e via Terrabugio, si sta verificando una infestazione di insetti noti come millepiedi. Si tratta di creature che, pur nutrendosi di legno morto e materiale vegetale in decomposizione, hanno la pessima abitudine di risalire numerosissimi i muri delle abitazioni. Ora data la mole dell’infestazione sia sul suolo privato che su quello pubblico, i censiti stanno adoperandosi in vario modo – chi schiacciandoli, chi bruciandoli, chi usando antiparassitari di vario tipo – per contenere il diffondersi del fenomeno. E’ evidente però che l’azione dei singoli deve essere guidata e supportata dal Comune per poter agire in modo corretto ed omogeneo. Con la presente siamo pertanto a chiedere l’interessamento dell’amministrazione chiedendo nel contempo che venga contattata la Fondazione Mach di Trento per le indicazioni operative del caso in modo da evitare, se possibile, l’uso non corretto di insetticidi che potrebbero nuocere alla salute». R.B.













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