marocchino a processo per truffa 

Incassa 48 mila euro di pensione sociale e sparisce da Trento

TRENTO. All’Inps aveva dichiarato di dimorare abitualmente a Trento e questo gli aveva consentito di incassare per ben sei anni un assegno non inferiore a 580 euro, a titolo di pensione sociale. Ma l’...



TRENTO. All’Inps aveva dichiarato di dimorare abitualmente a Trento e questo gli aveva consentito di incassare per ben sei anni un assegno non inferiore a 580 euro, a titolo di pensione sociale. Ma l’uomo - almeno stando all’accusa - aveva poi lasciato il capoluogo, tanto da risultare ora irreperibile. Per questo oggi il 79enne nativo del Marocco finirà a processo con l’accusa di truffa. Dall’agosto 2010 al luglio 2016 aveva percepito un totale di 48.774 euro.

Sul caso avevano investigato i militari delle Fiamme Gialle trentine (in foto i colonnelli Roberto Ribaudo e Fabrizio Nieddu), nel più ampio quadro di un piano di analisi da parte dei Reparti Speciali della Guardia di Finanza di Roma nei confronti di cittadini stranieri falsamente residenti in Italia e percipienti prestazioni sociali come l’assegno sociale. Il requisito essenziale per fruirvi è la residenza effettiva nel nostro Paese e si perfeziona con la dimora stabile ed abituale in Italia. Il marocchino risultava irreperibile già dal gennaio del 2015 e, in effetti, da un controllo all’Ufficio Anagrafe del Comune di Trento, gli investigatori della Gdf hanno scoperto che era stato cancellato in data 2 gennaio 2015 per mancato rinnovo della dimora abituale e che anche in Questura non aveva ritirato il rinnovo del permesso di soggiorno. L'attività è stata svolta dal Gruppo di Trento che ha denunciato il 79enne nordafricano, interrompendo immediatamente l'erogazione dell'assegno ed evitando all'Inps un danno maggiore.

Nel corso del 2017 (da gennaio ad ottobre) i Reparti del Comando provinciale di Trento hanno svolto 70 controlli nei confronti di soggetti che hanno compiuto false attestazioni segnalando per il recupero 83.200 euro di indebite erogazioni. Nel 2016 i controlli sono stati 77 e le somme segnalate a recupero sono state di 50.650 euro.













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