Il verdetto dell’Ispra su M49 «Alti rischi per l’uomo» 

L’orso ribelle. Il documento ufficiale dell’ente ministeriale che, di fatto, ne autorizza la cattura: «Cresce in modo rilevante la possibilità di incontri con persone e, di conseguenza, di incidenti»

Trento. Eccolo il tanto atteso parere di Ispra: «Da M49 significativi rischi per l’uomo». Il documento risponde alla richiesta di parere del ministro dell’Ambiente Sergio Costa (inviata all’Istituto per la protezione e ricerca ambientale) il 26 giugno scorso) sulla tanto discussa - e fino a ieri pomeriggio non avvenuta - cattura di M49. Il documento è l’atteso via libera che permette di tirare un grosso sospiro di sollievo al governatore Maurizio Fugatti che si era mosso, esasperato da colloqui romani senza mai una risposta, firmando sotto la propria esclusiva responsabilità l’ordinanza di cattura.

Il parere di Ispra, firmato dal responsabile fauna selvatica Piero Genovesi, di fatto toglie Fugatti da questa zona grigia: «Alla luce delle informazioni contenute nella documentazione trasmessa dalla Provincia di Trento questo Istituto prende atto che l’esemplare in oggetto causa frequenti danni a animali domestici anche di grandi dimensioni per i quali la prevenzione risulta difficilmente attuabile e che gli interventi di dissuasione, anche quando efficacemente condotti, non appaiono modificare tali comportamenti. In riferimento alla pericolosità dell’esemplare, si ritiene che l’accresciuta frequentazione delle aree di presenza dell’orso da parte dell’uomo nel periodo di alpeggio, e la limitata elusività mostrata nei recenti episodi dall’esemplare, che penetra frequentemente in edifici produttivi regolarmente utilizzati dagli allevatori, comportino un rilevante incremento della probabilità di incontri tra l’orso e l’uomo e conseguentemente di incidenti, determinando potenzialmente rischi significativi per la sicurezza dell’uomo» osserva il parere.

Con le tre trappole tubo che da otto giorni attendono che M49 faccia un passo falso, il documento risulta quanto mai tempestivo: « Il più recente monitoraggio dell’individuo in oggetto, relativo in particolare a comportamenti problematici da questo assunti nel periodo 31 maggio - 16 giugno 2019, evidenzia: la ricorrenza degli attacchi da parte di M49 a prede domestiche, in particolare ad asini e bovini (5 eventi in 15 giorni, che hanno interessato 4 bovini e 5 asini e hanno portato al decesso di 8 capi e al ferimento di uno, la permanenza del soggetto in ambiti antropizzati e l’ingresso dell’individuo in una stalla e il conseguente evento di incontro ravvicinato con un pastore, avvenuto 48 ore dopo un intervento di dissuasione condotto con efficacia» osserva ancora Piero Genovesi nel rapporto inviato al ministero.

E ancora: «Il rapporto inoltre sottolinea la crescente probabilità che si verifichino contatti di M49 con l’uomo, a causa della maggior frequentazione degli alpeggi da parte di pastori e turisti durante la stagione estiva, e la possibilità che l’abituazione all’ambiente antropico e il comportamento di specializzazione verso prede domestiche anche di grandi dimensioni venga trasmesso dal soggetto ad altri individui ad esso presumibilmente associati». Insomma un via libera, non certo all’abbattimento ma alla rimozione, ovvero alla cattura. Che se avverrà oggi avrà i crismi della legalità. Certificata. G,T.