Il piano Italcementi in aula (senza pubblico) 

Il consiglio comunale si blinda per il coronavirus. A fine legislatura arriva il piano guida per il recupero dell’ex area industriale  in Destra Adige. Previsti uno studentato, un’area espositiva, spazi verdi e altri destinati alla ricerca. E un parcheggio da 1500 posti  



Trento. Sedute chiuse al pubblico quelle di ieri e di domani per il consiglio comunale di Trento: l'accesso all'aula consiliare viene comunque garantito ai giornalisti e agli operatori dei media. Lo ha reso noto ieri il Comune, in applicazione delle ordinanze provinciali per l'emergenza Coronavirus che prevedono il vincolo di spazio di sicurezza (non più di una persona ogni due metri quadrati).

E così, in un clima sempre più surreale ieri sera a Palazzo Thun si è discusso di uno dei progetti cardine della legislatura, il piano guida per il recupero dell’area ex Italcementi in Destra Adige.

L’assessore all’urbanistica Alberto Salizzoni ha sottolineato come lo spirito del piano sia stato quello di creare un tutt'uno con la città, escludendo i rischi di un insediamento dormitorio: l’area sarà attrezzata e resa vivibile a tutte le ore della giornata.

Tre i lotti previsti, il primo dei quali sarà la realizzazione di uno studentato la cui costruzione sarà a carico dell’Opera Universitaria, attiguo all’attuale zona residenziale che innescherà l’avvio dei lavori per la realizzazione del parcheggio in parte interrato ed a più piani dalla capienza di 1500 posti auto. Sul lato vicino alla riva del fiume Adige è invece stata prevista un’area fieristica polifunzionale di 6 mila metri quadrati riservati alla sola esposizione, ai quali saranno da aggiungere pertinenze e parcheggi. Al centro del nuovo quartiere ci sarà un’area verde ampia ed attrezzata.

Un problema che rallenterà i tempi di realizzazione è quello legato alla bonifica del terreno. Il progetto approvato nel 2018 e già portato a termine ha messo in sicurezza 5 metri di terreno; nel caso in cui si dovesse andare a scavare più in profondità si dovrà procedere a bonifiche localizzate. Resta da definire il destino dell’area da mettere in sicurezza che si trova ai piedi della montagna e di quella destinata alla sede del Cibio. Sede che non verrà utilizzata, ma che resta destinata ad ospitare un ambito riservato alla ricerca avanzata.

La proprietà dell'intera superficie è sia pubblica che privata. Ai privati ai quali saranno tolti qualche metro di terreno per costruire la nuova strada, sarà concesso in cambio la possibilità di costruire sui propri terreni. Per quanto riguarda il collegamento con la città, al momento c’ è l’autorizzazione ad una sola passerella più o meno all’altezza di via Verdi, accantonata invece temporaneamente l'ipotesi di un secondo collegamento all’altezza di via Canestrini.













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