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Il paese ricorda don Evaristo Bolognani

VIGO CAVEDINE. Con una fitta serie di appuntamenti questo fine settimana sarà commemorata la grande figura di don Evaristo Bolognani nel trentesimo della sua morte, avvenuta ai primi di luglio del...

VIGO CAVEDINE. Con una fitta serie di appuntamenti questo fine settimana sarà commemorata la grande figura di don Evaristo Bolognani nel trentesimo della sua morte, avvenuta ai primi di luglio del 1987. L’iniziativa è del Gruppo Ana Rocchetta di Vigo Cavedine, che si è attivato, coinvolgendo via via altre associazioni. In effetti, ad onta della sua modestia e di quel suo operare in silenzio a favore degli altri, non si può fare a meno di annoverare “don Varisto” (così era chiamato in paese, nonostante fosse stato nominato monsignore) fra i personaggi più significativi nell’ambito ecclesiale trentino del secolo scorso.

Nato nel 1903 da una famiglia numerosa intraprese fra mille difficoltà, fra cui la Grande Guerra, la professione religiosa, dimostrando fin da subito una spiccata propensione di aiuto per poveri e bisognosi. Frequentò, non per ambizione personale, ma su sollecitazione del vescovo, gli studi universitari a Pavia, conseguendo la laurea in matematica e fisica per coprire la cattedra al ginnasio-liceo all’Arcivescovile, che manterrà ininterrottamente fino all’anno scolastico 1977 -‘78. Un insegnamento durato più di 40 anni con l’impostazione di una metodologia, che, nonostante i tempi, riusciva non solo a far capire principi e processi matematici, ma soprattutto ad entusiasmare i suoi giovani studenti (fra questi l’ex-presidente della Provincia Gianni Bazzanella, l’ex consigliere provinciale Pino Morandini). È dal racconto di questi ultimi che si delinea in maniera cristallina la sua figura di docente che non solo trasmetteva la conoscenza delle materie d’insegnamento, ma era soprattutto prodigo di suggerimenti per la vita. Don Bolognani è stato soprattutto un maestro di misericordia; infatti sia come assistente della “S. Vincenzo”, ma soprattutto a livello personale faceva visita ai numerosi bisognosi della città, donando tutto ciò che aveva, privandosi spesso delle cose personali (la tonaca rammendata) per dare un po’ di sollievo ai poveri e ai bisognosi. Non c’è stata persona indigente in città in quei tempi, che non sia stata confortata e sostenuta da don Evaristo.

Il suo legame con Vigo Cavedine, che raggiungeva spesso con la corriera per far visita ai compaesani, soprattutto alle persone anziane e malate, è sempre rimasto forte. E il suo ultimo desiderio è di essere sepolto nel suo cimitero.

Il programma in ricordo di don Bolognani inizia domani alle 20.30 al teatro parrocchiale con la biografia del sacerdote, il concerto del Coro Cima Verde e una breve drammatizzazione della Filodrammatica Concordia. Sabato sera nella chiesa parrocchiale di Vigo il concerto della Banda Sociale di Cavedine, per concludere domenica con la messa solenne e il pranzo alpino, organizzato dal Gruppo Ana. (m.b.)