LA STORIA

Il cuore di Sofia continua a battere 

La storia. Inaugurato a Gardolo lo spazio sede dell’associazione «Gli amici di Sofi» nata in ricordo della piccola morta di malaria a soli 4 anni  Nel libro di zia Maria un viaggio immaginario con la nipote. Mamma Francesca: «Il dolore non passerà mai, ma noi abbiamo voluto reagire» 

di Daniele Peretti

TRENTO. Sofia in quello spazio al civico 17 di via Crivelli, a Gardolo, avrebbe corso a perdifiato e si sarebbe fermata solo per giocare con i tanti bimbi che ieri pomeriggio lo hanno animato. Come spesso succede quando si è piccoli, si sarebbe poi addormentata esausta e da quel momento sarebbero stati soli sogni.

I sogni di “Sofi” oggi sono quelli dei suoi genitori, Francesca e Marco Zago, del fratello Jacopo costretto a crescere senza Sofia, e della zia Maria Nicolodi, che insieme hanno creato un’associazione umanitaria per mantenere vivo il ricordo di Sofia, morta a soli 4 anni di malaria. «Eravamo soffocati dal dolore – racconta la zia Maria – e per non soccombere abbiamo reagito pensando ad iniziative che potessero tener vivo il ricordo di Sofia. Il simbolo dell’associazione “Gli amici di Sofi” è un cuore che Sofia aveva disegnato come fanno tutti i bambini. Il libro “Sofia e zia Maria vi raccontano le favole del Trentino” è invece un viaggio immaginario che ho sognato di fare con mia nipote nelle tanti notti insonni».


La mamma e il papà di Sofia, Francesca e Marco Zago, il fratello Jacopo e la zia Maria Nicolodi

 

Sabato pomeriggio (7 dicembre) a Gardolo era tutto come se Sofia ci fosse ancora. Perfino la mamma Francesca mentre parlava, con il microfono che a tratti si spegneva, con un velo d’emozione ha sorriso: «Questa è Sofi che mi fa gli scherzetti: me li faceva e si divertiva tanto». «Il dolore non passerà mai, ma noi abbiamo voluto reagire».

Erano in tanti nella sala di via Crivelli, dove la famiglia ha radunato amici e gente comune, a fianco dei rappresentanti delle istituzioni, c’erano il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l’assessora Stefania Segnana, la vicesindaco Mariachiara Franzoia, consiglieri comunali e circoscrizionali, il parroco. Tutti hanno espresso la loro vicinanza alla famiglia e di certo la loro partecipazione si concretizzerà in un supporto alle tante iniziative in programma. Se è impossibile superare la morte di un figlio, lo è ancora di più se quella morte non ha un responsabile, ma questo sembra essere il destino della famiglia Zago che però, ha saputo reagire con compostezza alla tragedia che l’ha colpita trovando nell’impegno dell’associazione la forza per andare avanti.

Il ricavato della vendita dei libri di ieri pomeriggio andrà ad aiutare la Casa di Santa Teresa di Calcutta che si trova sulle Ande Peruviane, dove opera Daniela Salvaterra, un’infermiera trentina. Il 19 aprile 2020 andrà in scena al Teatro Sociale la commedia musicale “Come una cometa”, con le musiche di Daniele Groff. L’allegria di questa rappresentazione, insieme a quella delle favole,appresenta perfettamente lo spirito di una bimba di 4 anni. Il ricordo della mamma Francesca si ferma sul cuore, ma anche sui brillantini che a Sofia piacevano tanto e che seminava un po' dappertutto. Poi quando ci si ferma a riflettere su quanto è accaduto, su una delle slide che illustrano l’attività dell’associazione, compare una frase, “Perché è bello vivere, nonostante tutto”. Di certo Francesca, Marco, Jacopo e la zia Maria, ma non solo, stanno facendo di tutto per riuscirci.