Il carrello della spesa alle stelle

Impennata dell'inflazione in Trentino, aumentata del 3,6% nell'ultimo anno


Robert Tosin


TRENTO. L'inflazione in Trentino corre più veloce che in Italia. I dati mensili diffusi dall'Istat e dal servizio statistico provinciale parlano chiaro: i prezzi nell'ultimo anno a Trento sono cresciuti del 3,6%, mentre la media nazionale si è fermata al 3,2% rosicchiando anche un decimo al dato del mese precedente. Solo il tasso medio, e cioè il confronto dell'ultimo anno con gli anni precedenti resta migliore di quello nazionale: 2,8 per cento contro il 3 per cento. Il balzo in avanti questa volta è stato piuttosto sensibile, visto che nei mesi precedenti il dato provinciale rispecchiava sostanzialmente quello nazionale. L'impennata di marzo rispetto a febbraio è stata dello 0,6%, mentre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, dopo una serie di risultati rimasti stabili, il balzo è stato dal 3,3% al 3,6%.

L'accelerazione registrata a Trento tra i capoluoghi è superata solo da Bologna che ha visto schizzare i prezzi dello 0,8 per cento sul mese precedente. Anche l'inflazione tendenziale è tra le più alte d'Italia: L'Aquila svetta al 3,9 per cento, seguita da Venezia con il 3,8% e sul terzo gradino c'è proprio Trento, in compagnia di Genova e Trieste. Il salasso va ricercato soprattutto sotto la voce trasporti, che per la verità segna un trend visto anche a livello nazionale. Ma se la media italiana vede un'inflazione del settore del 7,9%, a Trento i prezzi sono lievitati del 9,1%. Colpa, soprattutto, dell'aumento dei biglietti e degli abbonamenti, avvenuto a cavallo del nuovo anno.

L'altra voce pesante nel portafoglio dei trentini è quella rappresentata dalle spese per alcolici e sigarette: +7,2% sul marzo dell'anno scorso, dato leggermente inferiore a quello nazionale. C'è poi il "mantenimento" della casa, compresi acqua, luce e combustibili. Qui l'inflazione annuale è aumentata del 6,5% in linea con l'inflazione nazionale e con un tasso medio inferiore. Sono invece significativi altri numeri, come quello per esempio sugli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari. Se a livello nazionale sono stabili con una variazione sull'anno del 2,5% e un tasso medio del 2,7, a Trento la variazione mensile è stata dello 0,4% e quelal annuale addirittura del 3,7% con un tasso medio del 3%. Sensibilmente più alti rispetto al livello nazionale sono anche i servizi alla casa.

Solo due le voci dove non si registrano aumenti, anzi si nota un leggero arretramento: le comunicazioni (trend simile a quello italiano) e la cultura e la ricreazione, i cui prezzi perdono addirittura un 1,2 per cento rispetto al mese precedente. Nel leggere l enuove tabelle Istat che registrano l'andamento dei prezzi, il Codacons ha potuto fare due conti scoprendo che una famiglia media di quattro persone in un anno va a spendere 671 euro in più rispetto ad un anno fa per sopravvivere. Raffrontando i settori è possibile fare anche una valutazione ulteriore: come fanno le famiglie a far fronte a questi rincari? La risposta la dà Coldiretti: tagliando sugli acquisti alimentari, calati del 2%. Il latte fresco è crollato del 2,2%, l'ortofrutta dell'1%, carne e salumi dello 0,8%, la pasta dello 0,2%. E ugualmene il carrello della spesa è cresciuto del 4,6%.













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