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Il Cafè de la Paix chiude: «Nel vicolo torneranno le siringhe»

Quadrelli: «Il Comune ci ha tolto ogni permesso per musica ed eventi. Questa città non vuole che le persone si incontrino. Preferisce il buio»



TRENTO. Il Cafè de la Paix si arrende. È definitivamente persa la battaglia contro i residenti nei palazzi Itea, disturbati dai rumori, e contro i provvedimenti sanzionatori del Comune. Il locale, aperto nel 2012 in passaggio Osele grazie alla collaborazione fra l’associazione Cafè Culture e il Forum trentino per la pace, ha annunciato la sua chiusura. Il tempo di portare a termine alcune iniziative già programmate, poi le serrande si abbasseranno.

Francesca Quadrelli, di Cafè Culture, parla della misura assunta alcuni mesi fa da Palazzo Thun come della mazzata decisiva. «A gennaio il Servizio ambiente del Comune ha effettuato una perizia fonometrica durante un concerto, dove abbiamo sforato di qualche decibel. Le rilevazioni sono state fatte senza che ne fossimo a conoscenza, perché se ne sono stati nascosti all’interno di un appartamento. La conseguenza è che ci hanno tolto ogni permesso per fare attività musicali, che per noi non sono solo i concerti ma anche reading di poesia, corsi di tango e di swing...».

Il Comune chiede che i locali siano insonorizzati, ma Quadrelli spiega che i lavori non saranno fatti: «Anche se mettiamo in atto tutte queste misure di bonifica, poi cos’altro si inventano? Tanto quello che dà fastidio è che questo è un luogo fatto dalle persone, che incontrandosi producono decibel. Questo vivere la città è sinonimo di sicurezza; il buio, invece, è il silenzio e la notte...»

Viene sottolineato anche il diverso trattamento ricevuto dallo Smart Lab di Rovereto, locale analogo al Cafè de la Paix che però ha il sostegno del Comune. «Evidentemente questa giunta non la pensa così», dice Quadrelli riferendosi all’amministrazione Andreatta. «Noi ne prendiamo atto e ce ne andiamo, lasciando che questo vicolo torni ad essere quello che era prima: un luogo di urina e di siringhe piantate nelle aiuole. Forse è quello che ci vuole per questa città».

Quello del locale di passaggio Osele con i vicini è stato un rapporto fin da subito conflittuale. Le segnalazioni del disturbo causato dai rumori all’Itea da parte degli inquilini degli stabili limitrofi erano state numerose (anche nei mesi scorsi) ed erano piovuti i richiami al rispetto della quiete, mentre il Comune era intervenuto con misure limitative. I sostenitori del locale, frequentato dai tesserati Arci, non l’avevano presa bene: nel corso del 2013 erano anche state raccolte 3.000 firme contro la chiusura anticipata alle 22.30.

L’esercizio è apprezzato per la cucina (vi si recano a pranzo anche lavoratori del centro) e le iniziative culturali e di svago. I problemi hanno sempre riguardato soprattutto la sera, sembra anche per gli schiamazzi di alcuni clienti. Il locale era stato anche bersagliato dai ladri nell’ottobre scorso, quando aveva subito tre incursioni con furti e danneggiamenti.

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