Grigno, con la centralina 500 mila euro l’anno

L’opera ha avuto l’approvazione dell’Agenzia per le risorse idriche Sfrutterà la briglia già esistente sul Brenta e avrà una potenza di 400 kw

di Marika Caumo

GRIGNO. Ok alla concessione a derivare l'acqua del fiume Brenta per uso idroelettrico: un passo avanti nel progetto della centralina che il Comune sta portando avanti dal 2011. Il sì, che segue quello della giunta provinciale di fine agosto, è arrivato nelle scorse settimane dall'Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia, la quale ha anche stabilito che il progetto dovrà essere sottoposto alla procedura di Valutazione d’impatto ambientale (Via).

Il progetto preliminare, redatto dall'ingegnere Giorgio Raia di Trento, prevede la realizzazione dell'opera di presa all'altezza della briglia a gradoni in località Maso Tollo e mira a sfruttare i diversi salti prodotti dalla stessa nell'arco di una decina di metri, con dislivello totale di 4,08 metri. Un impianto che va ad inserirsi completamente nel corpo della briglia esistente, prendendo l'acqua a monte e turbinandola in un piccolo edificio che sarà realizzato a fianco (forse interrato). L'acqua deviata dallo sbarramento sarà rilasciata nell'alveo subito a valle della traversa di derivazione, senza condotta forzata. Nessun problema nemmeno per la fauna ittica in quanto la scala di rimonta che consente la risalita del fiume da parte dei pesci in fase riproduttiva, non risentirà della presenza della centralina. La concessione di derivare l'acqua dal Brenta riguarda una portata massima di 17.000 litri/secondo e media di 10mila per produrre nel corso dell'anno una potenza media di 400 kW.

Nelle casse del Comune entreranno inizialmente 500 mila euro l'anno. Per quanto riguarda i costi, si stimano in 1.8 milioni di euro, di cui 1milione per l'impianto e 800mila euro per le opere. «Un costo minimo in quanto si vanno a sfruttare opere già realizzate. Ora dobbiamo trovare le risorse per finanziarla», aggiunge il sindaco. Obiettivo è quello, patto di stabilità e bilancio permettendo, che il Comune finanzi e gestisca l'opera. Se ciò non sarà possibile si pensa ad aprire alla partecipazione dei censiti. «Non è stato semplice. Ora dovremmo dare incarico al tecnico per procedere con il Via, poi ci sarà la progettazione esecutiva», spiega il sindaco Leopoldo Fogarotto. Che in questo progetto crede fortemente: «Non sarà breve ma contiamo di arrivare a fine legislatura con progetto e permessi pronti, in modo che chi verrà dopo di noi possa subito partire con l'appalto- conclude Fogarotto- Quest'opera è il futuro per il nostro paese, darà stabilità alle casse comunali. Si pagherà in 7 anni e poi avremmo un’entrata sicura. Certo il legname tiene ancora, anche se le spese sono sempre maggiori, mentre la cava ora rende poco».

Per compensare il pur limitato impatto paesaggistico, il 20% delle entrate andrà in opere per l’ambiente: pulizia parchi giochi e aree verdi, ripristino alveo torrente Grigno, interventi per la sicurezza della viabilità della strada degli Altipiani, pulizia delle canalette delle strade di montagna, sostituzione illuminazione pubblica con lampade a risparmio energetico, arredo e verde pubblico.