«Finanza brava, ma troppi controlli»

Il presidente Rossi interviene dopo la presentazione del bilancio annuale delle Fiamme Gialle: «Serve un riequilibrio»



TRENTO. L’attività operativa delle Fiamme Gialle, che l’anno scorso hanno scoperto i miliardo e 285 milioni di redditi nascosti al fisco, riscuote i complimenti del presidente della Provincia, Ugo Rossi. Le somme evase sono aumentate del 30% nel 2013, un risultato che dimostra quanto sia stata incisiva l’opera investigativa della Finanza. Il governatore è però anche tornato su un tema sollevato più volte in passato: il numero dei controlli, giudicato eccessivo da Piazza Dante.

Dopo l’invettiva contro la pressione fiscale insostenibile da parte di Roberto De Laurentis, duramente accusato dai sindacati di “giustificare” l’evasione, anche dalla Provincia dunque si leva una voce a difesa degli imprenditori. Seppure con toni e parole diverse.

«Alla Guardia di Finanza va il nostro plauso per l'attività svolta, anche di contrasto all'evasione fiscale», ha detto il presidente. «La delega alla Provincia sulle agenzie fiscali prevista dalla legge di stabilità (e che è oggetto della trattativa con il governo, ndr) può essere un'opportunità per instaurare un rapporto più maturo tra contribuenti e controllore, un rapporto più mirato su certi settori». «Noi - ha detto ancora Rossi - basiamo il nostro bilancio su quanto imprese e cittadini versano di tasse, e quindi è nostro interesse migliorare questo processo». In passato alcune dichiarazioni sul tema dell'ex governatore Lorenzo Dellai, a proposito di controlli a volte troppo invasivi sulle imprese, avevano suscitato forti reazioni. Ieri il presidente Rossi ha ribadito che «il contribuente non deve sentirsi vessato e preso di mira da chi ha il compito di controllare». «C'è un tema che riguarda il numero dei controlli - ha continuato -: oggi questo numero è condizionato da impostazioni storiche che non sono più attuali. É noto che in Trentino c'è un certo sbilanciamento di controlli sulle partite Iva rispetto ad altre regioni e quindi c'è la necessità di arrivare ad un riequilibrio».













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