Droga a chili e rapimento, processo per 48 imputati 

Per quattro l’accusa è quella di aver sequestrato (per due ore) il custode  di una partita rubata. Dietro alle indagini dei carabinieri un fiume di stupefacenti



TRENTO. Chili e chili di droga, un sequestro di persona con rapina annessa e anche delle armi. C’era di tutto nelle tre diverse operazioni dei carabinieri (della compagnia di Borgo e del nucleo investigativo) che sono state unite in un unico filone che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 48 persone. In origine gli indagati erano 50 ma due, nel frattempo e per cause naturali, sono deceduti. Una maxi udienza preliminare quella che si terrà il prossimo febbraio davanti al gup Cuccaro e dove a sostenere l’accusa ci sarà il pubblico ministero Davide Ognibene. I 48 indagati hanno posizioni diverse e le contestazioni non sono le stesse per tutti ma alla base ci sarebbero dei punti in comune che hanno portato ad un’unica richiesta di rinvio a giudizio. Le posizioni più pesanti sono quelle di quattro persone Enrik Fetahu, 33 anni, Kreshnik Dedej, 27 anni, Enea Vrapi, 20 anni, e Vincenzo Longobardi, 29 anni, difeso dagli avvocati Giorgio e Luca Pontalti (gli altri si sono affidati a Moser di Trento e a Robol di Rovereto) che sono accusati di sequestro di persona. Un "sequestro lampo", conclusosi in due ore, ma che, per gli investigatori, era un'ulteriore prova della pericolosità della banda. Il sequestrato era un 22enne che aveva il ruolo di "custode della droga", occupazione che gli fruttava denaro e stupefacenti. Forse a causa di qualche sua parola di troppo, alcuni spacciatori poi indagati dai carabinieri di Cavalese, erano entrati nella sua abitazione e gli avevano portato via la partita da 7 mila euro. La banda dello spaccio gli aveva intimato di pagargli quella somma e lui aveva tentato di non farlo. Il sequestro lampo (con rapina del cellulare) ne sarebbe stata la risposta. Per gli altri ci sono soprattutto accuse di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente. E non poca roba. Tantissimi gli episodi di spaccio e pesante anche il bilancio di quanto sequestrato nelle due operazioni: sette chili di hashish, cinque di marijuana e quasi tre di cocaina. Insomma giri importanti dove si potevano anche comperare 2 mila dosi di coca alla volta e dove lo stupefacente veniva definito con diversi colori di ipotetiche magliette da acquistare.

All'udienza di febbraio, oltre ai 4 accusati del sequestro, sono chiamati a comparire anche dei trentini, fra i quali l'ex consigliere circoscrizionale (a Mattarello, è stato espulso) della Lega Nord, Maurizio Agostini che, secondo l'accusa sarebbe stato impiegato per alcuni viaggi fuori provincia per acquistare la droga da poi mettere sulla piazza. Troviamo poi il nome di Luca Casagrande (perginese di 23 anni), Giulia Mayregger (24 anni di Lavis), Andrea Zedda (vive a Pergine e ha 22 anni), Antonio De Maria, perginese di 61 anni) Federico Idotta (di Levico, 25 anni, ai domiciliari) Lorenzo D’Agostino (22 enne di Levico), Mattia Broseghini (28enne ai domiciliari a Pergine), Genny Pasqualini, 39enne di Novaledo con obbligo di firma), Alfredo Bassetti (48enne ai domiciliari a Trento), Ashley Del Prete (23enne, ai domiciliari a Trento), Vincenzo DiPalma (44 anni di Lavis) Adriano Bertini (di Trento, 60 anni), Alfonso Granato (55enne, è ai domiciliari a Trento) e Fernanda Troccoli (36enne ai domiciliari a Levico).













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