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Dopo 110 anni una farfalla rara riappare a Passo Sella

La scoperta: l'Agriphila biarmicus è stata rinvenuta il 13 e il 14 luglio a Passo Sella da un team di ricerca del museo di scienze naturali e dei Tiroler Landesmuseen



TRENTO. Individuata per la prima volta nel 1891 era stata avvistata per l'ultima volta il 18 luglio 1907. A distanza di 110 anni il 13 e 14 luglio scorso nell'ambito di un progetto di ricerca del museo di scienze naturali dell’Alto Adige e dei Tiroler Landesmuseen è stata individuate un’ampia popolazione di Agriphila biarmicus in una piccola zona paludosa nei pressi del Passo Sella.

I precedenti avvistamenti nell’intero territorio alpino, avvenuti tra il 1891 e il 1907, erano limitati a due sole località: i prati dell’Armentara in Val Badia e l’area del Passo Sella. “L’analisi genetica dell’Agriphila biarmicus - spiega il direttore del museo Vito Zingerle - ci permetterà di acquisire ulteriori interessanti conoscenze su questa farfalla. Essa rientra in un progetto del museo di scienze naturali finanziato dal fondo per la ricerca della Provincia che si prefigge di mappare geneticamente i gruppi di animali artoalpini”. Un obiettivo del gruppo di ricerca, guidato da Peter Huemer dei Tiroler Landesmuseen, è quello di determinare con esattezza popolazioni che vivono separate da migliaia di anni.

La recente riscoperta fornisce ora le basi per stabilire se si tratti effettivamente della stessa specie di farfalla che vive in Scandinavia, o addirittura di una specie nuova. L'Agriphila biarmicus è diffusa nell’Europa e nella Russia settentrionali e in Canada, con un’apertura alare di appena 12-17 millimetri, questa specie è relativamente piccola e poco appariscente. Della sua biologia non si sa nulla, ma si suppone che i bruchi vivano nell’erba. Il suo habitat sembra differenziarsi regionalmente: in Europa del nord è costituito da biotopi sassosi e ricchi di muschio, nelle Dolomiti da zone paludose.

Gli esperti ritengono che sia un relitto dell’era postglaciale: al termine dell’ultima glaciazione, le sue aree di diffusione sono state separate. Come altri animali, ad esempio la pernice bianca e la lepre bianca, ha diffusione cosiddetta “artoalpina”. La specie, per tale ragione, è anche particolarmente interessante dal punto di vista genetico. A causa della mancanza di scambio genetico, infatti, gli esemplari delle Dolomiti si differenziano fortemente da quelli scandinavi, tanto che nel 1957 sono stati descritti come una sottospecie propria, chiamata "alpina".













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