Da Metroland alle caserme le grandi opere traballano

Il calo di risorse costringe la Provincia a ripensare gli investimenti Il polo giudiziario sarà ridimensionato consentendo di salvare il vecchio carcere


TRENTO


TRENTO. Dalle caserme di Mattarello al polo giudiziario, passando per Metroland, la Val, gli interramenti stradali. La crisi finanziaria con il calo di risorse pubbliche che si accentuerà nei prossimi anni, si abbatte sui grandi progetti della Provincia. L’ultimo cambio di rotta, in ordine di tempo, riguarda la nuova cittadella giudiziaria che dovrebbe sorgere al posto dell’attuale tribunale accorpando nell’area tutte le strutture adibite a funzioni giudiziarie. Un’opera da 110 milioni di euro, il cui progetto (firmato dall’architetto Pierluigi Nicolin) è stato approvato a settembre 2011 dalla giunta provinciale. Da allora è passato un anno e mezzo, che in tempi di spending rewiew appare però molto di più: e nei giorni scorsi è stato l’assessore ai lavori pubblici Mauro Gilmozzi a spiegare che il progetto sarà ridimensionato. Un passaggio che consentirà di rivedere anche la scelta di abbattere il vecchio carcere di via Pilati, sul quale si combatte da anni una battaglia giudiziaria tra le associazioni ambientaliste che chiedono di salvarlo e la Provincia che voleva demolirlo per realizzare appunto la nuova cittadella della giustizia.

Ora i due obiettivi potrebbero non escludersi l’un l’altro.

Analogamente al polo giudiziario, è noto da mesi che sarà rivisto anche il contestato progetto delle nuove caserme di Mattarello, anch’esso ridimensionato a causa della situazione economica: meno ettari di terreno occupati, ma anche meno servizi, niente piscina, parco e cinema, com’era previsto dall’intesa tra Stato e Provincia. Ed è proprio l’accordo quadro firmato nel 2002 per razionalizzare le sedi statali a Trento, valore 500 milioni di euro, che la Provincia intende ridiscutere.

Due settimane fa è stato il presidente della Provincia Alberto Pacher ad annunciare, a Gardolo, che i tagli di bilancio non consentiranno di realizzare la Val, la metropolitana di superficie prevista dal piano della mobilità, e nemmeno di interrare via Bolzano, un intervento che il sobborgo attendeva da anni. Occorre stilare una scala di priorità, ha spiegato, e dunque si lavorerà per declassare la strada ad arteria urbana.

Una pietra tombale sembra essere stata messa sul progetto Metroland, il sistema di collegamento ferroviario tra il capoluogo e i centri di valle, un investimento da 5 miliardi di euro. «Spetterà alla prossima amministrazione tarare i tempi con le risorse disponibili», aveva detto l’ex governatore Dellai lo scorso settembre. A recitare il de profundis è l’assessore Ugo Rossi, uno dei candidati alla presidenza: «Alla luce dei costi e dei benefici è un progetto ormai abbandonato». A cominciare dal collegamento Rovereto-Riva-Tione, per il quale la Provincia ha commissionato uno studio di fattibilità, ma di cui resta tutta da verificare la compatibilità economica.

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