il caso

Da 800 euro alla cessione gratuita, la triste storia di due cagnolini sfruttati dai questuanti a Trento

Passato Natale, sarebbero diventati un peso. Il proprietario ha prima chiesto soldi alle volontarie di Zampa Trentina, poi ha rinunciato lasciandoli in maniera sbrigativa


di Daniele Peretti


TRENTO. Da 800 euro alla cessione gratuita perché Lea (una pastorina di un anno) e Max (simil shitzu di un anno e mezzo) non servivano più ai questuanti che li utilizzavano per impietosire i passanti. Sono stati visti davanti a negozi o su vie dall’alto traffico pedonale, tristi e immobili; la gente li ha fotografati, ha protestato, ma nulla si poteva fare perché con l’ordinanza adottata dall’amministrazione comunale, il chip ne sanciva la proprietà.

La denuncia viene da Zampa Trentina: “La normativa comunale vigente vieta l'accattonaggio con animali con un'unica deroga, i compagni di vita. Quindi, se i cani sono compagni di vita, è lecito chiedere l'elemosina con loro. La nostra obiezione è sempre la stessa: in base a quali criteri un cane è considerato compagno di vita? È veramente sufficiente un chip per ottenere questa etichetta? Per compagno di vita, ci aspetteremmo un cane che trascorra la vita insieme al suo compagno umano, "finché morte non li separi". I compagni di vita non dovrebbero avere scadenza come lo yogurt secondo noi. Ma ahimè, la corsa agli acquisti per i regali natalizi è finita, "lo yogurt è scaduto". Servivano per impietosire i passanti, ma passando Natale, Lea e Max sarebbero diventati un peso. Da qui un primo contatto con le volontarie per una trattativa di cessione partita da 800 euro - “ma i compagni di vita hanno un prezzo? si domandano - fino ad arrivare ad una sbrigativa cessione gratuita semplicemente perché un proprietario aveva trovato un lavoro e l’altro era prossimo a tornare in Romania.

“Lo shitzu Max è stato portato in clinica perché presentava un evidente problema agli occhietti, probabilmente dovuto alla sporcizia intorno al pelo degli occhi o a un precedente trauma. Abbiamo dovuto praticamente rasarlo a zero, perché il suo pelo era ridotto a una coltre di feltro che non faceva respirare la pelle e gli dava tanto fastidio. Max è un angioletto e ha già trovato casa. Lea invece è più robusta e ha patito meno le condizioni di vita fino a questo momento. Caratterialmente è una favola, socievole con umani e cani (sembra andar d'accordo anche con i gatti), curiosa, con tanta voglia di andare a spasso, infatti tira un po' al guinzaglio, glielo possiamo concedere dopo le ore in cui era costretta a stare ferma immobile a suon di strattonate se osava muoversi”. Una storia, ma purtroppo è una delle tante che dovrebbe riaprire il dibattito su quell’ordinanza che Zampa Trentina, ma non solo, giudica inutile in quanto di compromesso e non risolutiva. Chi fosse interessato all’adozione di Lea può contattare i seguenti numeri telefonici: 3480120409 oppure 3458426319.













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