Contro la ludopatia ecco i corsi per i tabaccai 

Organizzati dal Serd in collaborazione con l’Azienda sanitaria e l’Università aiutano a riconoscere i giocatori seriali e ad aiutarli a uscire dal tunnel



TRENTO.. Anche se le slot machine nelle tabaccherie del Trentino Alto Adige sono calate dalle 4300 del 2016 alle 2815 dello scorso anno, il Serd in collaborazione con l’Azienda Sanitaria e l’Università ha organizzato un corso di formazione per esercenti pubblici sulla ludopatia. In tutto 12 serate alle quali hanno preso parte 6 diversi gruppi, ognuno formato da 15 operatori, per la maggior parte tabaccai. Categoria che promuove questi corsi specifici sia all’atto dell’acquisto che del rinnovo della licenza che solamente in regione grazie all’intervento della Provincia, sono gratuiti. “Come categoria - spiega il presidente della Fit trentina Ivan Baratella – cerchiamo di affrontare la situazione con la massima professionalità, Del resto le slot machine sono delle concessioni statali alla pari dei tabacchi, gratta e vinci e valori bollati che in un certo qualmodo dobbiamo commercializzare”.

Come valutate la situazione? “Si dovrebbe fare una distinzione tra le macchinette che abbiamo noi, come i baristi ed altri esercenti che quelle in uso nelle sale dedicate. Da noi si trovano le AWP dove si gioca solo della moneta in un locale aperto e liberamente frequentato, senza la possibilità di assumere bevande alcoliche. Nelle sale dedicate ci sono le VLT del tutto simili alle slot dei casinò dove si giocano banconote in locali chiusi, frequentati solo da chi vuol giocare e con la somministrazione di alcolici”.

Due realtà affrontate nello stesso modo ?

“Assolutamente no. Nell’occhio del ciclone ci siamo noi e non le sale giochi che aprono anche una di fronte all’altra, sono aperte praticamente 24 ore su 24, realisticamente sono loro il vero problema”.

Al corso che si è concluso a gennaio, di cosa si è parlato?

“Ci è stato insegnato come riconoscere il giocatore seriale, come affrontarlo per dargli una mano e indirizzarlo verso i professionisti che lo possono aiutare. E’ stato interessante e quanto la nostra categoria sia sensibile al problema, lo conferma la partecipazione. Non solo, ma come sindacato stiamo valutando anche la possibilità di ripetere i corsi in tutto il Trentino, per riuscire a sensibilizzare tutti i colleghi. Il problema esiste ed è molto delicato e come categoria vogliamo riuscire ad affrontarlo al meglio”.

(d.p.)













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