«Comune, nuova rotta e un sindaco con grinta»

Conzatti, segretaria Upt: «Meno ciclabili, pensiamo ad aiutare il commercio» Andreatta? «Dei nomi parliamo dopo, ma spazio ai giovani e alle donne»


di Chiara Bert


TRENTO. «Prima di parlare del candidato sindaco di Trento parliamo delle priorità da cambiare». Mentre la discussione sull’Andreatta-bis tiene già banco negli ambienti cittadini, in primis nel partito del sindaco, il Pd, la segretaria Upt Donatella Conzatti avverte gli alleati: sul capoluogo c’è la correggere la rotta. E per interpretare quella nuova, aggiunge, «servono persone che hanno la grinta per farlo», «se non sono in grado, ne troveremo altre».

Conzatti, il sindaco Andreatta ha dato la sua disponibilità per un secondo mandato da sindaco. Pensa che sia lui il candidato naturale della coalizione?

Considero sbagliato partire dal dibattito sulle persone invece che sulle cose da fare. Cercherei di tenere ferma la coalizione che governa in Provincia e in Comune e partirei da qui per darci nuovi obiettivi.

Quali sono?

Noi non siamo d’accordo sul fatto di sventolare certe bandiere, come la zona a traffico limitato piuttosto che le piste ciclabili. Abbiamo città che si stanno spegnendo, un commercio che va sostenuto. Queste sono le nostre priorità.

L’assessore Marchesi (Trentino di ieri, ndr) ha detto che proprio sulla mobilità sono arrivate le maggiori resistenze e che tutte le città europee hanno imboccato la strada della mobilità sostenibile.

Innanzitutto, e parlo anche di Rovereto, in certe città abbiamo ancora problemi di viabilità da risolvere prima di parlare di nuova mobilità. E comunque i modelli non possono essere importati tout court, dobbiamo essere meno ideologici e più obiettivi, guardare alle necessità delle nostre città.

Sta dicendo che l’attuale giunta non ha saputo guardare alle necessità?

Dico che certe persone hanno dimostrato di non saper interpretare certi temi. Come Upt stiamo rinnovando gli organi nelle circoscrizioni e a settembre le nostre priorità saranno sul tavolo.

Per esempio?

Penso alla cultura, dobbiamo fare dei nostri musei, il Muse, il Mart, delle leve di sviluppo. Serve una verve diversa nell’approccio, bisogna inventarsi modi nuovi perché i musei possano autosostenersi di più. Penso a Renzi che da sindaco di Firenze aveva affittato Ponte Vecchio per alcuni eventi, questo è un modo concreto per incassare risorse e far vivere le strutture. Ecco, servono persone che abbiano la grinta per giusta per interpretare questa nuova rotta.

Nuove persone?

Se ci sono persone che questa grinta ce l’hanno, bene, altrimenti se non sono in grado troveremo qualcun altro. Io dico che il ricambio generazionale e la presenza femminile sono due temi che noi porremmo con forza al tavolo della coalizione.

A livello provinciale si dibatte di “partito territoriale”. Diversi esponenti Upt (Dellai, Fravezzi, Gilmozzi) sostengono che il percorso debba includere il Pd, il segretario del Patt Panizza dice di no. Lei?

Bisognerebbe smetterla di parlare di contenitori e discutere dei contenuti di questo progetto. Iniziamo a parlare di lavoro, casa, nuovo welfare, innovazione, agricoltura, montagna, turismo. L’Upt ha avviato dei laboratori, aperti non solo ai partiti ma anche alle parti sociali e alle associazioni.

Ma il Pd è incluso nel vostro percorso di partito territoriale?

Vorrei saltare gli schemi ideologici del passato. Ci sono persone del Pd con cui di questi temi ragioniamo tutti i giorni. Partiamo dai contenuti e vediamo chi ci sta. Certo vedo un Pd trentino sempre meno territoriale, lo inviterei a non importare modelli nazionali, e mi riferisco alla proposta sulle unioni dei Comuni obbligatorie. Sarebbe un grave errore abdicare all’idea di esercitare la nostra autonomia. Quanto a Panizza, gli ricordo che l’Upt la strada l’ha scelta al congresso. Aspetto che anche il Patt abbia il mandato per andare oltre la Stella Alpina.

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