l'addio

«Ciao Elisa, sei un angelo volato via troppo in fretta»

Anche amici da tutta Italia e dalla Germania in una parrocchiale gremita per il funerale di Elisa Franceschini. I suoi scolari l’hanno ricordata con un sole colorato, tra i fiori ai piedi dell’altare


di Daniele Erler


LAVIS. Le prime persone sono arrivate con più di un'ora d'anticipo, e poi nella chiesa parrocchiale di Lavis è stato un costante fluire. Per l'ultimo saluto ad Elisa Franceschini – la maestra di 41 anni, scomparsa all'improvviso, per una malattia incurabile, mercoledì scorso – non bastavano i posti a sedere, con tante persone anche in piedi a riempire la chiesa.

Tutti vicini al marito Michele, ai piccolissimi figli Angelica e Gabriele, ai genitori Anna e Tullio. Non solo da Lavis, dall'intera provincia, o da Riva del Garda dove insegnava: amici di Elisa sono arrivati anche dalla Germania, dal Veneto e dal Salento. Lo ha ricordato il fratello Nicola: «Voglio ringraziarvi per l'affetto che ci avete fatto sentire in questi giorni – ha detto –. Ci serve come forza per andare avanti: siamo contenti, perché grazie a voi abbiamo affrontato al meglio questi giorni di calvario. Voglio ovviamente salutare Elisa, con un gesto che contraddistingue da sempre la nostra famiglia: un caloroso abbraccio».

Ed è stato come se quell'abbraccio fosse arrivato da tutti i presenti, uniti nel dolore, ma anche nel ricordo commosso: «Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi. Voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi», secondo le parole di una canzone dei Nomadi, scelta da alcune colleghe proprio per ricordare Elisa.

Adagiato ai piedi dell'altare, fra i fiori, anche un cartellone realizzato dagli scolari: un sole colorato, che forse fra tante è l'immagine che meglio sintetizza quello che è il ricordo lasciato da Elisa. Al di fuori della famiglia, è proprio nella scuola che Elisa ha lasciato il segno più tangibile della sua esistenza. «Sei volata in cielo troppo in fretta, lasciando un immenso vuoto in tutti noi», ha detto il dirigente dell'Istituto comprensivo di Riva del Garda, dove – alle scuole elementari Amelia Zadra – Elisa da qualche mese insegnava tecnologia.

«Eri con noi da poco, ma è come se ci fossi stata da sempre – ha detto – sei riuscita a conquistarti la stima e l'affetto dei colleghi, l'amore dei bambini». «Era una brava maestra, come purtroppo non ce ne sono tante – ha detto Loris Taufer, che era dirigente scolastico a Lavis, quando Elisa insegnava in paese –. Sempre col sorriso, era disponibile, attenta ai bambini e ai rapporti con le famiglie: scrupolosa, responsabile e positiva. Era una collaboratrice affidabile. Aveva a cuore il bene della scuola».

«È difficile sopportare quanto è successo – ha detto invece un'amica – perché c'è il peso delle cose non dette e di quelle non fatte. Mancano la tua presenza, la tua voce e il tuo profumo: ma le persone non si perdono, restano nel cuore. Ed è nei nostri cuori che continui a vivere».













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