Cgil del Trentino: dall'ufficio vertenze 1 milione di euro ai lavoratori

1.074.059,95 euro. A tanto ammontano le somme restituite nei primi nove mesi dell'anno dall'Ufficio Legale della Cgil ai legittimi proprietari



TRENTO. 1.074.059,95 euro. A tanto ammontano le somme restituite nei primi nove mesi dell'anno dall'Ufficio vertenze e Legale della Cgil del Trentino ai legittimi proprietari: le lavoratrici e i lavoratori. Da inizio gennaio a fine settembre, sotto la direzione di Antonio Trombetta e grazie al valente impegno dei funzionari Elisabetta Frizzera, Annalisa Michelotti, Francesca Delai, Massimo Bertolini, Giorgio Petrolli, l'ufficio Cgil che tutela tutti i lavoratori dalla scorretta applicazione della contrattazione collettiva e della normativa vigente sul rapporto di lavoro, ha quindi superato il muro del milione di euro di retribuzioni recuperate. Nello stesso periodo, in media, sono stati aperti oltre 2,6 fascicoli al giorno, per un totale di ben 720 pratiche di vertenza. Di queste poco più di un quarto sono state passate agli avvocati convenzionati per proseguire l'iter giudiziario. Le motivazioni per l'avvio di una vertenza sono per lo più il recupero di crediti (il 48,7% dei casi, in aumento rispetto allo scorso anno), mentre diminuiscono rispetto al 2009 le pratiche a tutela di lavoratori coinvolti in procedure concorsuali e fallimenti che si attestano al 18,7% di tutte le vertenze avviate. «Il dato non deve stupire - spiega il direttore dell'Uvl, Antonio Trombetta -. Infatti il primo segnale delle difficoltà finanziarie di un'azienda è appunto il mancato pagamento di stipendi, salari e contributi ai dipendenti. L'avvio di eventuali procedure concorsuali avviene purtroppo solo dopo queste prime avvisaglie. Così l'andamento tra cause avviate per recuperare mancate retribuzioni o contribuzioni e quelle per tutelare i lavoratori nei fallimenti aziendali assomiglia a quello di un pendolo». Tra le altre cause per le quali i lavoratori si sono rivolti all'Uvl nei primi mesi dell'anno vanno menzionate le violazioni contrattuali e i licenziamenti (23,4% dei casi) e le consulenze (9%). Nel 60,4% dei casi si tratta di lavoratrici e lavoratori under 40. E a testimonianza del fatto che a lamentare maggiori violazioni delle norme contrattuali e di legge sono i giovani all'inizio della carriera lavorativa, va ricordato che ben il 29,4% delle vertenze aperte riguarda lavoratori sotto i 30 anni. «Fino ad oggi - commenta il direttore Trombetta - il lavoro svolto dal nostro ufficio ha dato risposte importanti ai lavoratori. Ma a completare l'opera manca un tassello decisivo, ossia la piena disponibilità delle risorse destinate ai lavoratori dal Fondo di garanzia istituito presso l'Inps nei confronti del quale chi si è rivolto ai nostri uffici vanta crediti per 1,7 milioni di euro». Il fondo di garanzia è lo strumento che garantisce ai lavoratori vittime delle insolvenze delle ditte il trattamento di fine rapporto e, a precise condizioni, anche un massimo di tre mesi di retribuzione al valore della cassa integrazione. In Trentino l'Uvl ha formalmente richiesto di accedere al fondo per 313 lavoratori così ripartiti: 232 per fallimenti aziendali pari a 1,4 milioni di euro, 68 per esecuzioni, cioè per quelle aziende dichiarate non fallibili, pari a 240mila euro e 13 per il fondo di previdenza integrativa pari a 23mila euro complessivi.













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