Caldonazzo, l’asilo estivo è rimandato al 2013

Il presidente Conci: «Per quest’anno la soluzione rimane ancora Vigolo Vattaro» Resta da risolvere il problema della saturazione della scuola materna


di Mattia Frizzera


CALDONAZZO. Asilo estivo forse a luglio-agosto 2013, modifica di statuto non prioritaria, problemi di spazio vista la saturazione delle 6 sezioni attive (150 bambini). In 60 mercoledì sera hanno partecipato all'ex Caseificio ad una riunione richiesta dai genitori con il direttivo dell'ente gestore della scuola materna. Aldo Conci, presidente dell'ente gestore, ha risposto alle esigenze di informazione espresse dai genitori ricordando che «ci sarà uno spazio di comunicazioni sul prossimo Notiziario Caldonazzese». Per quanto invece riguarda l'asilo estivo: «Ci siamo riuniti più volte – ricorda Conci – e abbiamo deciso di prepararci al meglio per il progetto per l'estate 2013». Quindi l'alternativa per le richieste dei genitori di asilo estivo è quella della struttura di Vigolo Vattaro, gestita a luglio ed agosto dalla cooperativa Città Futura.

Per le questioni amministrative è stata assunta una segretaria part-time (4500 euro, finanziamento provinciale), mentre sulla gestione della materna l'orientamento è quello di procedere con il volontariato. «Serve l'impegno costante per 4 ore ogni giorno – sottolinea Conci – e ci vogliono le competenze per seguire la gestione». Un papà chiede quindi «come fa ad essere gestito su base volontaria un asilo che dà servizio a 151 famiglie. Servirebbe una riflessione più ampia».

Caldonazzo al 31 dicembre contava 3.400 abitanti, a breve verranno inaugurati nuovi appartamenti Itea, accanto ad altre costruzioni private. Il vicepresidente Francesco Minora ricorda che «si sta cercando di vedere anche quale sarà l'evoluzione demografica». Sei sezioni e 150 bambini vuol dire materna piena e liste di accesso (come al nido), da progetto era prevista la possibilità di arrivare a 9 sezioni (per circa 225 bambini), ma Conci ribadisce come «non si possano omologare più di 6 sezioni». Matteo Carlin, consigliere, ribadisce che «il consiglio direttivo della materna non è un'emanazione del consiglio comunale». Gioca di sciabola Francesco Coretti, che prima esclama «vi hanno costretto a candidarvi?», poi sottolinea «forse non vi rendevate conto dell'impegno...» e infine evidenzia le lacune giuridiche dello Statuto. Carlin ribatte che «i soci, se vogliono, possono fare delle proposte» e vorrebbe che «i genitori fossero il 40-50% almeno dei soci». Scuola materna satura e nido al Villa Center? «Stiamo attendendo – chiude Carlin – che vengano definite le priorità di finanziamento».

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