Borgo, un «bike park» per salvare il territorio

Il sindaco: «Permetterà di riqualificare la zona vicina alla variante di Telve» Un paradiso delle due ruote con piste per Bmx, mountain bike e ciclocross


di Marika Caumo


BORGO. Un “bike park”, con piste per cicloturisti, mountain-bike o ciclocross, ma anche per riqualificare le aree interessate dalla infrastrutturazione della Variante di Telve. Un ciclodromo, adatto anche per le gare, dove i più piccoli possono andare in tutta sicurezza. L'idea è del sindaco Fabio Dalledonne che già nell'ottobre 2011 aveva sottoposto il progetto alla Comunità di valle, chiedendone l'inserimento nel “piano sociale” mentre lo scorso 14 marzo ha inviato una lettera al presidente della Provincia Alberto Pacher e a quello della Comunità Sandro Dandrea.

Perché proprio un “bike park”, lo spiega lo stesso primo cittadino. «Un modo per caratterizzare e sviluppare un territorio, particolarmente vocato per la bicicletta, nelle sue varie specialità e come sviluppo sostenibile del territorio». Dalledonne ricorda, infatti, che sul territorio per quanto riguarda il mondo della bicicletta ci sono realtà importanti e consolidate, in primis il Veloce Club Borgo, e altre aggiunte di recente. Senza dimenticare la pista ciclabile, che registra sempre più passaggi. Ma cosa è un “bike park”? Cosa si vuole realizzare a Borgo? «Il progetto proposto si sostanzia in un complesso integrato per le attività del ciclismo, comprendente un ciclodromo, ovvero un circuito protetto adeguato anche per le gare, una pista da Bmx, mountain bike, ciclocross e cicloturismo, con la sola esclusione delle attività che si praticano nei velodromi - spiega Dalledonne -. Il “bike park” quindi rappresenta una soluzione più avanzata, nel senso che può considerarsi una vera e propria scuola per tutte le attività del ciclismo, su strada e fuori-strada».

L'idea non si ferma al progetto ed al fatto che il ciclismo in valle sta facendo sempre più appassionati, tra i giovani ed i meno giovani. Dietro c'è anche la volontà di recuperare e valorizzare aree degradate e da riqualificare. «La volontà è quella di realizzarlo in prossimità di quelle aree che, con la creazione dello svincolo est della cosiddetta variante di Telve, saranno inevitabilmente coinvolte. Sottolineo che la realizzazione di tali complessi sportivi può e deve essere occasione di recupero di zone degradate, quali le cave dismesse o gli svincoli stradali, come in questo caso», aggiunge il sindaco. Che specifica di aver chiesto alla Provincia di poter tenere in considerazione che nell’ambito della progettazione definitiva dello svincolo est della variante di Telve, ovvero del collegamento tra il centro commerciale, il centro sportivo e la Statale 47, si inserisca questa opera a favore di tutta la Comunità. «Per le categorie dei più piccoli andare sulla strada sarà sempre più pericoloso, questa sarebbe la soluzione adatta. Il tutto occupando gli spazi attorno al nuovo svincolo del centro sportivo. Sarebbe fantastico - conclude, non senza una nota polemica -. Un vero ciclodromo ce l'avremmo già da 10 anni se quando fu realizzata quella specie di pista “verde” mai adeguatamente utilizzata, avessero avuto l'accortezza di chiamare gli addetti ai lavori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Scuola & Ricerca

In primo piano