Bonus Irpef, Renzi chiede tagli anche alle speciali

Il premier: «Risparmi sugli acquisti di beni e servizi». Rossi: «Non ci riguarda» Sconto sui contributi al posto delle detrazioni: salvo il bilancio della Provincia


di Chiara Bert


TRENTO. Un bonus Irpef di 80 euro per i redditi da 8 mila a 26 mila euro attaverso il taglio del cuneo fiscale, a partire dalla busta paga di maggio: distribuito con una curva a campana, si parte da un minimo di 50 euro per arrivare a 80 nella fascia centrale tra 18 mila e 24 mila euro di reddito (1200-1500 euro al mese), per poi ridiscendere di nuovo fino a 40 euro. Interessati 10 milioni di lavoratori dipendenti, circa 120 mila trentini, costo della manovra 10 miliardi di euro all’anno. Il presidente del consiglio Matteo Renzi conferma, al termine del consiglio dei ministri di ieri, l’intervento di riduzione fiscale annunciato lo scorso 12 marzo e contenuto nel cosiddetto «decreto Irpef»: che per il momento non riguarderà incapienti (coloro che guadagnano sotto gli 8 mila euro all’anno) e partite Iva, per i quali si studieranno misure nei prossimi mesi. «Stiamo restituendo agli italiani qualcosa che è degli italiani stringendo la cinghia alla Pubblica amministrazione e restituendo libertà ai cittadini sotto ai 26 mila euro», ha spiegato il premier. «Un intervento che taglia le tasse sul lavoro, che sono la vera anomalia italiana», commenta il senatore Pd Giorgio Tonini.

L’impatto sul bilancio Pat. Confermato dal governo anche il taglio del 10% dell’Irap per le imprese. Gli interventi di riduzione fiscale, sulle famiglie e sulle imprese, comporteranno minori entrate per lo Stato e, a cascata, per la Provincia che incassa i 9 decimi. Quanto? Circa 50 milioni di euro, era la stima del mancato gettito fatta dalla Ragioneria provinciale. Ma le ultime indiscrezioni che ieri sera filtravano da Roma paiono incoraggianti per Piazza Dante. La modalità che il governo avrebbe individuato, confermata dal ministro Graziano Delrio, per garantire il bonus Irpef, non sarebbe più la detrazione fiscale, ma una riduzione dei contributi Inps versati dal datore di lavoro. Soluzione che non avrebbe un impatto sul gettito fiscale, e dunque metterebbe al riparo la Provincia.

Provincia che però, come previsto dalla norma di salvaguardia inserita nella Finanziaria appena approvata in consiglio, di fronte al corposo intervento sull’Irpef del governo si è riservata di annullare la riduzione dell’addizionale Irpef dello 0,33 per i redditi fino a 28 mila euro. Un intervento da 14 milioni di euro. «Meglio destinare quei soldi ad altro, alle politiche del lavoro e al welfare», incalza l’assessore allo sviluppo economico Alessandro Olivi, «qualcosa di complementare alla manovra dello Stato».

Spending review. Per coprire il taglio Irpef, il premier ha però annunciato che 2,1 miliardi arriveranno dalla voce «acquisti di beni e servizi», attraverso la riduzione dei centri di spesa, cui Stato, Regioni ed enti locali contribuiranno in parti uguali per 700 milioni ciascuno, «Regioni a statuto speciale comprese», ha chiarito Renzi in conferenza stampa, a scanso di equivoci. «Guarderemo le norme, noi siamo pronti», è il primo commento a caldo del presidente della Provincia Ugo Rossi, che però chiarisce: «Spesso dal governo stimano effetti di risparmio su voci che da noi non si applicano. Noi non abbiamo trasferimenti dallo Stato per gli acquisti, ma solo accantonamenti». Vale a dire che la spending review si può fare ma senza un impatto diretto per le casse dello Stato.













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