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Sait: «Prezzi, impennata mai vista ma abbiamo tutelato il carrello della spesa»

Il dg Picciarelli: «Listini aggiornati anche 4 volte in pochi mesi, se non ci sarà un’inversione di rotta l’incremento sarà però inevitabile». E sul magazzino: «Nessun posto di lavoro è a rischio»



TRENTO. "Nel corso del 2022 i listini sono stati aggiornati anche quattro volte, con aumenti che vanno dal 6 all'8%: non si era mai visto". Così Luca Picciarelli, direttore generale del consorzio Sait, sull'aumento del prezzo nel settore alimentari provocato dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica.

"Sino ad ora, facendo leva sui nostri margini, abbiamo trasferito sui consumatori appena l'1% di questi aumenti, ma se in tre o quattro mesi non ci sarà un'inversione di rotta, l'incremento sarà inevitabile", ha aggiunto il direttore a margine della presentazione dei dati di bilancio di Sait. 

Sono positivi i numeri del 2021 approvati oggi dall'assemblea dei soci del consorzio trentino Sait.

Nel corso del 2021 sono state registrate vendite per circa 500 milioni di euro lordi.

L'utile, a quanto emerso in conferenza stampa, è salito da 2,2 a 2,6 milioni, mentre il valore complessivo della produzione è lievemente calato, da 334,8 a 340 milioni.

Il trasferimento ai soci passerà da 8 a 9,4 milioni.

Il mondo Sait a fine 2021 garantiva 658 posti di lavoro, dei quali 435 diretti e 223 indiretti attraverso società esterne cui sono stati affidati alcune fasi della lavorazione: logistica, pulizie, servizio mensa e trasporti.

"I risultati testimoniano la resilienza del Consorzio in un momento particolarmente difficile - ha detto il presidente Renato Dalpalù - la situazione fotografa la bontà della linea intrapresa qualche anno fa di consolidamento e attenzione ai costi". Sul fronte sociale è proseguito l'impegno su più fronti, dal Banco Alimentare ai progetti di sostegno educativo e di inclusione sociale con Anffas.

 "L'esternalizzazione dei 90 lavoratori del magazzino non ha alcuna finalità di taglio dei costi, ma solo organizzativa: con il passaggio a Movitrento manterranno tutti l'attuale trattamento economico, nessun posto di lavoro è a rischio e non ci sarà alcuna precarizzazione". Lo hanno detto Renato Dalpalù e Luca Picciarelli.

Per quanto riguarda l'integrativo aziendale, i vertici di Sait replicano che vi sarà comunque quello della cooperativa di approdo. "In 25 anni di lavoro non ho mai visto un'esternalizzazione a queste condizioni - ha aggiunto Picciarelli - senza che venisse toccato in alcun modo il livello retributivo. A chi teme per il Tfr, che ovviamente dovremo versare alla Movitrento, abbiamo anche garantito, per chi lo chiederà, l'immediata liquidazione". Sulla vicenda il sindacato ha alzato un muro, evidentemente anche memore degli 80 dipendenti tagliati da Sait nel 2016. "Quei lavoratori - ha sottolineato Picciarelli - hanno tutti trovato un'altra collocazione: chi non lo ha fatto è perché non lo ha voluto". "Da parte del sindacato notiamo sulla vicenda un comportamento retró", ha concluso Dalpalù

















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