il caso

Rave party di Rovereto, le polemiche non si placano: «L’ennesima vergogna per questa città»

La festa nel Bosco della città ha creato disagio e sollevato le proteste. Mattia Barozzi: «Perché il party non è stato subito fermato mentre se un cittadino normale tiene un po’ alto lo stereo si vede arrivare subito i carabinieri?»

ROVERETO. Non si placano le polemiche per il rave party che si è tenuto in Vallagarina durante il fine settimana. Due notti all’insegna della musica ad altissimo volume subito sopra Rovereto, nel Bosco della città, ma che hanno provocato disagio anche ad altre zone della valle. In molti hanno chiamato le forze dell’ordine per denunciare il disturbo della quiete, oltre alla preoccupazione per un assembramento di queste dimensioni con circa 150 persone. 

A protestare, mettendolo nero su bianco, è anche un roveretano, Mattia Barozzi, che ci ha scritto per «testimoniare la mia vergogna verso quanto è successo, per ben 2 giorni consecutivi, al bosco della città di Rovereto».

Barozzi si dice incredulo del fatto che il party non sia stato interrotto immediatamente: «Ognuno vorrà avere la propria ragione, ma io mi chiedo: per divertirsi, bisogna per forza fare qualcosa che va a disturbare centinaia di famiglie? Perché, poi, queste persone possono fare tutto quello che vogliono e invece io (esperienza personale), per un po' di musica con uno stereo a un quarto di volume, mi son trovato davanti i carabinieri alle 23, che mi han costretto a spegnere? Inutile che certe persone vengano a dirmi “ma bisogna essere tolleranti”, “dovranno pur divertirsi questi giovani”, per farlo bisogna per forza andar contro il rispetto degli altri e della legge? L'ennesima vergogna per questa città mal governata da troppo tempo».