Le prime aziende si trasferiranno nei capannoni in primavera 

Un polo da 1000 persone. L’impatto su Sacco e sull’intera città si annuncia determinante. E con Cibio saranno ancora di più Il “teatro” all’aperto. Verso il Leno una ampia gradinata aperta al pubblico: luogo ideale anche per ospitare spettacoli e concerti

di Michele Stinghen

Rovereto. Per scaramanzia non c'è ancora una data di taglio del nastro, ma qualche pensierino sul quando e come farla lo stanno già facendo, in trentino sviluppo. mancano solo due mesi alla fine dei lavori al compendio produttivo della manifattura, anche meno, perché la data di chiusura del cantiere è il 15 marzo, e le imprese stanno procedendo a tutto spiano. dal 15 marzo passeranno ancora due mesi: l'azienda, la colombo, avrà infatti 60 giorni di tempo per le finiture, per smantellare il cantiere e fare le pulizie. verrà maggio: «in estate pensiamo già di avere le prime aziende all'opera», ci dice nicola polito, direttore di trentino sviluppo.

La “BeFactory” di Kuma

Ma l'impatto della "BeFactory" - questo il nome del polo produttivo, sognato e progettato dall'archistar Kengo Kuma una quindicina di anni fa - andrà ben oltre le aziende che si insedieranno. Già adesso chi passeggia lungo il Leno può scrutare gli operai al lavoro sui capannoni in legno e vetro, e scorge la grande scalinata e lo scivolo che daranno accesso al tetto della "fabbrica". Li si può vedere da quando, in dicembre, è stato abbattuta una parte del muro della vecchia Manifattura (la parte più a ovest rimarrà in piedi) mentre in questi giorni è stato eliminato il muro su via Zigherane, aprendo la vista dalle case verso l'interno del compendio e le sue vie interne. Tutta la nuova area rivoluzionerà la vita di Sacco, e probabilmente anche di Rovereto. Già ora molte cose sono cambiate in zona: la ciclabile sempre più frequentata e "porta turistica" della città, il ristorante alla Moja, il nuovissimo bicigrill. La "BeFactory" porterà a regime un migliaio di persone al giorno (di più se arriverà il Cibio) e Sacco potrebbe conoscere una inedita "movida".

Nuovi spazi per la città

Il polo della Manifattura, basato su aziende del settore eco-sostenibile, domotica, tecnologie applicate allo sport e sulle scienze della vita, costituirà un'apertura anche urbanistica. Tra pochi mesi chi passeggia lungo il Leno potrà proseguire la passeggiata salendo sullo scivolo o lungo la scalinata, arrivando sul tetto dei moduli produttivi. La passeggiata è già quasi pronta, in legno (elemento principale di tutto il compendio) e piastre di marmo. Tutti i tetti dei capannoni sono già ricoperti di terriccio, dove a fine lavori verrà seminato sedum, un tipo di pianta succulenta (molto simile alle piante grasse) che non ha bisogno di irrigazione o cure, e che renderà interamente verde la copertura. Di giorno si potrà passeggiare sul tetto, scoprendo così una nuova vista dall'alto di questa parte di città (lo sguardo arriva sorprendentemente lontano). Si potrà concludere scendendo per una scalinata analoga sull'altro lato, entrare nell'edificio dell'orologio, uscire all'interno della Manifattura storica e finire nel centro di Sacco. Di notte la passeggiata sul tetto verrà chiusa con una cancellata (alta come una siepe); si sta predisponendo un servizio di guardiania.

La scalinata sul Leno

La scalinata che si affaccia sul Leno resterà aperta: potrebbe diventare una gradinata panoramica, un luogo ideale per ospitare eventi o concerti. Rispetto al progetto iniziale di Kuma, Trentino Sviluppo ha fatto qualche modifica, predisponendo l'ambito adattandolo alla possibile (e auspicata) entrata del Cibio dell'Università. «Con il Cibio cambia un po' il target - continua Polito - e la frequentazione, con ricercatori e studenti. La presenza di persone sarebbe più densa, l'età si abbasserebbe. Abbiamo così previsto spazi verdi ai margini, al posto di piazzali, abbiamo aggiunto due ascensori che portano sopra, e cambiato la destinazione di un modulo, inizialmente pensato come deposito». Queste modifiche aiutano la frequentazione di persone con disabilità e creano luoghi di incontro e socialità, molto graditi a studenti e ricercatori, o in generale a persone più giovani. La previsione iniziale era infatti di un polo frequentato quasi esclusivamente da impiegati e operai, con un centro di ricerca nel cuore le cose cambiano un po'. Parte delle vecchie mura verranno mantenute: una porzione di quella lungo il Leno (fino alla scalinata) e quella che guarda verso i vigneti e le Fucine.

2500 metri da assegnare

L'assegnazione degli spazi (2500 metri quadrati, con una ventina di moduli di diversa metratura) è la partita altrettanto cruciale che si giocherà di qui in avanti. Quattro moduli sono già stati "opzionati" da altrettante aziende, tutte già presenti in Trentino e che vogliono espandere la propria attività. L'ala ovest (verso l'Adige) è destinata a imprese produttive; se le quattro in trattativa confermano, restano spazi per altre cinque o sei aziende. L'ala est, che guarda verso le Fucine, sarebbe quella destinata al Cibio, il centro di ricerca di biologia integrata dell'Università di Trento, che non ha ancora fatto sapere se vuole restare a Mattarello o trasferirsi a Rovereto. «Le aziende preferiscono se a fianco c'è un centro di ricerca - dice Polito - come Trentino Sviluppo quello che dovevamo fare l'abbiamo fatto, sta all'Università decidere». Se il Cibio rimanesse a Trento, si cercheranno altre imprese o centri di ricerca. Sulla questione potrebbe pesare anche il rapporto tra Università e Provincia, di recente incrinato per la vicenda della facoltà di Medicina. Di sicuro c'è che si trasferirà alla Manifattura il Cerism, che si insedierà di fronte ai corsi di specializzazione in scienze dello sport (creando così una "piazza dello sport"), e c'è già insediato, nel settore storico della Manifattura, il Cimec. Se, conclusi i lavori, per Trentino Sviluppo inizierà la delicata partita del riempimento dei nuovi spazi, attraendo aziende e ricercatori, ne inizierà un'altra per il Comune di Rovereto, e cioè interpretare al meglio questo mutamento, che non sarà solo urbanistico.