Turismo in affanno in Val di Ledro,  ma si spera in luglio 

L’analisi economica. Il settore porta 900 mila presenze ogni estate Poletti: «A giugno inattivi, clientela italiana e rebus per gli stranieri»


Aldo Cadili


ledro. L’incognita della durata del dilagante virus mortale del Coronavirus e degli inevitabili conseguenti strascichi pone molti interrogativi, per ora imprevedibili, sul futuro turistico della valle di Ledro. Un settore che con oltre 900 mila presenze annue di ospiti rappresenta uno dei principali volani dell’economia di questo incantevole territorio ma scarso di alternative occupazionali, eccetto il polo produttivo di Tiarno di Sopra. L’incertezza regna sovrana tra i numerosi operatori turistici ledrensi.

«Siamo preoccupati dell’andamento della stagione 2020 – commenta Fabio Poletti – proprietario del Campeggio al Sole, struttura moderna di 5 Stelle in località Besta, in riva al lago di Ledro nonché vicepresidente, in passato presidente, dell’Associazione che riunisce i proprietari di campeggi del Trentino, Faita – Siamo convinti che fino a giugno saremo inattivi e lo confermano le disdette delle prenotazioni ricevute. Si dovrebbe ripartire a luglio, che fino allo scorso anno era l’”alta stagione”, definizione che riterrei da dimenticare e ciò dipenderà da vari fattori, innanzitutto, quello economico per la clientela italiana che si aggira al 50% degli ospiti. Il loro arrivo e la durata della permanenza in valle sarà conseguente alle loro disponibilità finanziarie e per varie persone potrebbero variare, al ribasso, rispetto al passato. Per la clientela straniera, in particolare olandesi e germanici, ogni previsione risulta impossibile in quanto sarà condizionata dall’andamento del Coronavirus in quelle nazioni che si è sviluppato dopo che in Italia. Questo morbo è stato una iella, perché esistevano le premesse che il 2020 avrebbe confermato l’andamento turistico in costante crescita. Lo avevo rilevato nei mesi scorsi alle varie Fiere internazionali del turismo che si svolgono in vari Paesi europee alle quali partecipo da anni che evidenziano il “termometro” dell’”industria del forestiero” del nostro Continente. L’altro handicap è che in valle di Ledro la stagione turistica si conclude a settembre e non nel tardo autunno come nel vicino territorio gardesano».

Sulla stessa lunghezza d’onda Ezio Tarolli, appartenente ad una nota e famiglia di albergatori e ristoratori di Pieve che, tra l’altro, essendo consigliere comunale, rappresenta in Comune di Ledro nel consiglio di amministrazione nell’Ufficio del Turismo di valle, ora Apt. «Considerati “persi” i mesi primaverili, rimangono quelli estivi che, stando al mantenimento delle prenotazioni ricevute, dovrebbero consentire una sicura ripresa anche se la portata non è pronosticabile. Non è da dimenticare la difficile situazione degli operatori turistici: dallo scorso autunno non hanno reddito perché in valle non abbiamo una stagione invernale notoriamente molto positiva. Restare quasi un anno senza alcun introito è molto difficoltoso in quanto in questo periodo si svolgono gli indispensabili interventi manutentivi alle strutture alberghiere che sovente richiedono impegni finanziari non trascurabili. In attesa delle urgenti provvidenze economiche provinciali e governative, l’Amministrazione Comunale ha avviato una immediata iniziativa per il rapido avvio in valle delle attività turistiche e produttive creando un “tavolo di lavoro” con la partecipazione dei rappresentanti delle categorie interessate».













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