«Tunnel, non si cambia il progetto» 

Secca replica della Provincia all’impresa: «Per modificarlo bisogna rifare il bando e fermare i lavori per due anni»


di Gianfranco Piccoli


ALTO GARDA. Il tunnel a doppia canna Loppio-Busa è già morto e sepolto. Secondo la Provincia, infatti, leggi alla mano non vi è alcuna possibilità di modificare l’attuale progetto, a meno che non si fermino i lavori e si dia vita ad un nuovo bando. Rimandando, dunque, di qualche anno la realizzazione dell’opera. Questa la replica alla proposta di variante presentata dalla stessa cordata che sta già costruendo il collegamento (la Sac e la Martinelli&Benoni), proposta cavalcata dal candidato presidente Mauro Ottobre. Tra l’altro la Provincia sottolinea come la stessa cordata non abbia avuto nulla da ridire sul progetto prima di iniziare i lavori.

«Il progetto è stato regolarmente approvato - si legge nella nota della Provincia - ed è, ovviamente, dotato di tutte le autorizzazioni di legge, compresa la valutazione d’impatto ambientale, con la quale sono state considerate anche soluzioni alternative relativamente al tracciato e alla configurazione dell’opera. L’opera, inoltre, rispetta le specifiche tecniche e di sicurezza previste dalle normative vigenti. L’Ati affidataria si è aggiudicata l’appalto con regolare procedura aperta, senza nulla eccepire, né durante la procedura di gara, né alla data della consegna dei lavori, circa l’eseguibilità del progetto e la sua rispondenza alle normative tecniche vigenti». «La Provincia - prosegue la nota - non ha dunque nessuna intenzione di modificare tale progetto ed evidenzia come la ditta aggiudicatrice non abbia nessuna facoltà, dal punto di vista normativo, per avanzare proposte di modifica che, oltretutto, porterebbero ad una sospensione dei lavori, all'indizione di una nuova gara, allontanando di almeno un paio di anni la conclusione dei lavori di un’opera molto attesa dalla popolazione. È del tutto evidente che un appalto regolarmente aggiudicato non possa essere modificato in corso di esecuzione, fatti salvi casi tassativi e limitati previsti dalla vigente normativa. Infine, va evidenziato che le presunte ipotesi di variante al progetto esposte dalla stampa sono mere congetture di esclusiva ideazione dell’impresa aggiudicatrice, in quanto non sono sostenute né da progetti stradali e strutturali, né da computi metrico-estimativi, in ogni caso mai formalmente comunicati agli uffici provinciali».

«La legge acconsente una variante di progetto non sostanziale laddove vi sia la possibilità di adottarla senza modificare i costi complessivi dell’opera - la pronta replica di Ottobre - Peraltro c’è un precedente esemplare come la Trento - Rocchetta, il tunnel di Mezzolombardo inaugurato nel 2009: fu progettato in maniera molto simile all’attuale progetto S.Giovanni Cretaccio, salvo poi essere modificato tramite una variante promossa dalla stessa Pat con, in quel caso, un aumento dei costi del 40%. Alla vigilia del voto, la Provincia non è nelle condizioni di prendere scelte così rilevanti».

Sul fronte politico le reazioni sono state fra il tiepido e l’ironico in modo trasversale: «Siamo seri, andiamo avanti così per dare sollievo reale all’Alto Garda – ha detto Giorgio Tonini, candidato del centrosinistra – poi pensiamo al bypass di Torbole e in prospettiva al treno». «C’è un progetto già finanziato, approvato e avviato. A dieci giorni dalle elezioni – commenta Maurizio Fugatti - sarebbe poco serio promettere una modifica. Se poi ci saranno i margini, tecnici e finanziari, per pensare a qualcosa di diverso lo valuteremo se saremo al governo». «Mancano solamente i coriandoli per dire che siamo a carnevale – l’ironia di Roberto De Laurentis, candidato di Tre – se hai un progetto in mano e hai vinto l’appalto, perché chiedi una variante? L’unica risposta che mi viene in mente – conclude – è che non sono in grado di realizzare quel tipo di canna». «Chiaro che la doppia canna è più sicura – commenta Alessandro Betta, sindaco di Arco – ma scoprire oggi che la doppia canna costa come la canna singola sembra una barzelletta».













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