Riapre la piscina agli atleti Ma Apm replica alla giunta 

Il caso a Riva. La società partecipata dal Comune era stata pungolata dall'assessore Salizzoni  perché procedesse alla riapertura e dal sindaco Santi per la mancanza del certificato antincendi


MATTEO CASSOL


Riva. Da ieri la piscina comunale “Enrico Meroni” è stata riaperta agli atleti riconosciuti di interesse nazionale dalle proprie federazioni, mentre per quanto riguarda il nuoto libero l’impianto rivano rimane interdetto, in attesa di eventuali novità normative, in ottemperanza al dpcm del 3 novembre che ha disposto la chiusura delle piscine alla normale attività per il pubblico. Per quanto riguarda la riapertura agli atleti, dunque, Apm, società partecipata (con socio unico il Comune di Riva) che gestisce la struttura, ha risposto prontamente “obbedisco” alla Giunta, ma ora fa delle precisazioni.

Per Apm dal comunicato dell’assessore Silvio Salizzoni «sembra rilevare che la mancata apertura possa essere imputata a una decisione autonoma della società di gestione: ciò non corrisponde al vero. Premesso che Apm sarebbe stata ben lieta di poter tenere aperto l’impianto, anche per garantire ai propri dipendenti la continuità lavorativa, in data 27 ottobre la società ha chiesto al sindaco un’esatta interpretazione in merito alla “attività di interesse federale” che avrebbe consentito di proseguire gli allenamenti, facendo presente che un’apertura per soli atleti avrebbe comportato un aggravio dei costi. In data 30 ottobre Apm inviava all’amministrazione quanto ricevuto dalla società Amici Nuoto Riva, con elenco tesserati e partecipanti alle gare, chiedendo se la documentazione fosse sufficiente e che azioni dovessero essere intraprese. Fino al 5 novembre l’impianto era rimasto a regime, in modo da poter riaprire anche con un preavviso di poche ore. In mancanza però di indicazioni da parte dell’amministrazione, in tale data si provvedeva allo spegnimento delle macchine non necessarie e alla riduzione al minimo del funzionamento dell’impianto, per un necessario contenimento dei costi. Solamente in data 24 novembre l'amministrazione inviava la comunicazione con la quale si disponeva l'apertura della piscina per le due società interessate, Amici Nuoto Riva e Triswim Garda Trentino, delegando ad Apm il monitoraggio degli accessi e dichiarando di farsi carico dei maggiori costi».

Quanto alle dichiarazioni del sindaco in merito alla chiusura causata dalla mancanza del certificato prevenzione incendi, per Apm, a fronte di una normativa che «già nel 2011 ha previsto l’assoggettabilità al controllo dei vigili del fuoco, il precedente gestore (la stessa Amici Nuoto, tramite Fin, ndr) non ha provveduto a predisporre la pratica, svolgendo all’interno della struttura anche manifestazioni con rilevante presenza di pubblico e di atleti; ottenuta la gestione nell’agosto del 2018, Apm ha immediatamente predisposto la documentazione necessaria, provvedendo immediatamente all’esecuzione dei lavori più importanti dal punto di vista della sicurezza. Nonostante i numerosi lavori di miglioria apportati, la piscina non ha subito chiusure straordinarie. La società di gestione – concludono da Apm – ha sempre lavorato chiedendo precisi riscontri all’amministrazione in merito alle scelte da compiere e ha mostrato la massima disponibilità».













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