tragedia sfiorata

Mori, parapendio precipita al suolo: ferito un sessantenne rivano

Il pilota ha perso il controllo poco dopo il decollo ed è finito a terra, in mezzo agli arbusti. L’incidente è avvenuto poco dopo le 13 di domenica 9 maggio, nella zona fra il monte Biaene e il capitello di San Bernardo



MORI. Un pilota di parapendio di Riva del Garda del 1961 è precipitato tra il monte Biaene e il capitello di San Bernardo (a ovest di Rovereto), finendo a terra in una zona boschiva a una quota di circa 1.200 m.s.l.m. Il pilota ha perso il controllo della vela poco dopo il decollo e nel finire a terra tra gli arbusti si è procurato contusioni e possibili traumi. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata poco dopo le 13.

Il Tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico, con il coordinatore dell'Area operativa Trentino meridionale, ha attivato la Stazione di competenza Vallagarina e ha chiesto l'intervento dell'elicottero. Mentre una squadra di operatori della Stazione Vallagarina si portava sul posto via terra, il Tecnico di elisoccorso e l'equipe medica sono stati fatti sbarcare in hovering a poca distanza dal luogo dell'incidente. I soccorritori hanno raggiunto l'infortunato a piedi e, dopo i primi accertamenti medici, lo hanno stabilizzato e imbarellato. Con il supporto degli operatori della Stazione Vallagarina e dei Vigili del Fuoco, l'uomo è stato trasportato per circa 100 metri fino all'elicottero che, nel frattempo, era riuscito ad atterrare poco lontano.

L'infortunato, sempre cosciente, è stato trasferito all'ospedale Santa Chiara di Trento per gli accertamenti medici. 













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Sabato 7 marzo farà tappa a Grumes (comune di Altavalle), il ciclo «Montagna 2050» che l'anno scorso ha toccato Terragnolo e proseguirà nell’Oltresommo (Folgaria) il 28 marzo e il 18 aprile a Pejo. Al centro temi quali l’abitare la montagna, il turismo lento, la rappresentanza delle aree montane nei processi decisionali, la biodiversità e le filiere alimentari

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ANALISI «La montagna vive con l'azione comunitaria»

LIBRO Sagron Mis, testimonianze resilienti di una comunità di 175 abitanti

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Cartoline d'epoca per raccontare il Trentino e interrogarsi sul futuro

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MUSEO Le Alpi come paesaggio umano nelle immagini d'epoca
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LA MOSTRA

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Le nuove evidenze scientifiche hanno spinto l'European Society of Cardiology ad aggiornare le linee guida europee, aggiungendo nuovi fattori di rischio ambientale come acceleratori silenziosi delle malattie. Traffico urbano, pfas, cambiamenti climatici, illuminazione artificiale e altre fonti evitabili causano un quarto degli oltre 20 milioni di decessi annuali per malattie cardiache nel mondo

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