Natura

Produrre nel rispetto dell’ambiente e degli animali, questa la mission della Federazione Provinciale Allevatori

Il progetto Dual Breeding portato avanti dalla Federazione, ha coinvolto 16 razze bovine e aveva lo scopo di aumentare la sostenibilità ambientale ma anche il benessere animale



TRENTO. Ieri, 5 aprile, la sala riunioni della Federazione Provinciale Allevatori di Trento, ha ospitato il convegno conclusivo di un lavoro durato sei anni, diviso in due fasi, e che ha visto coinvolte sedici razze bovine autoctone. “Un convegno che non ha rappresentato un punto di arrivo ma un punto di partenza - ha osservato Manuel Cosi, presidente dell’Associazione Nazionale Allevatori delle Razze Rendena – Ora si devono mettere a frutto le indicazioni raccolte”.
Il progetto è stato promosso da cinque associazioni: Anare -  Associazione Nazionale Allevatori delle Razze Rendena (Trento), Anapri - Pezzata Rossa Italiana (Udine), Anaga - Grigio Alpina (Bolzano), Anaborare – Razza Reggiana (Reggio Emilia) e Anaborava – Razza Valdostana (Gressan Aosta).
“Sono razze che si adattano perfettamente al nostro territorio – ha osservato Giacomo Broch, presidente della Federazione Provinciale Allevatori – Il nostro non è un territorio facile perché è caratterizzato da poca pianura e molta montagna. La razza autoctona porta un valore aggiunto se guardiamo a un Trentino di sviluppo degli alpeggi e delle zone alte perché questi sono animali ideali”.
Il progetto
"Dual Breeding ha rivestito una importanza particolare – è stato spiegato dai responsabili nel corso dei lavori – In buona sostanza ha dato un forte impulso alle attività delle Associazioni Nazionali coinvolte e, inoltre, ha permesso di fornire, agli allevatori, nuovi e moderni indicatori legati al benessere animale, alla riduzione dell’impatto ambientale e alla resistenza alle malattie, salvaguardando nel contempo la biodiversità, permettendo così alle aziende di offrire ai consumatori prodotti di qualità nel rispetto dell’ambiente e della salute degli animali allevati”.
Questo è stato possibile grazie a una serie di azioni messe in campo e dedicate a: sostenibilità ambientale, conservazione della biodiversità, caratterizzazione fenotipica, disseminazione delle informazioni, caratterizzazione genetica, elaborazione delle informazioni, verifica di congruenza dei dati, banche materiale genetico, stima di indici genetici e genomici, valutazione resistenza genetica alle malattie, valutazione della variabilità e dell’inbreeding (consanguineità), monitoraggio della diversità genetica.
“Un ulteriore aspetto è meritevole di una sottolineatura – hanno concluso i responsabili del progetto “Dual Breeding – perché il progetto è stato sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura e finanziato con i fondi del Feasr - Fondo Europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale - “L’Europa investe nelle zone Rurali” nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale”. C.L.













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