GIUSTIZIA

Processo anarchici, condanne lievi ed un'assoluzione

Cade l'accusa di associazione a delinquere con finalità eversive e l'aggravante del terrorismo

TRENTO. Un'assoluzione e sei condanne, ma senza l'aggravante dell'associazione a delinquere con finalità eversive e del terrorismo, ossia l'accusa più pesante.

Così si è concluso a Trento il processo in primo grado a carico di sette persone ritenute dalla Procura del capoluogo trentino facenti parte di una cellula anarchica, arrestate lo scorso febbraio con l'operazione «Renata» condotta dai carabinieri del Ros.

Per Luca Dolce e Agnese Trentin la condanna è di 2 anni di reclusione per aver prodotto documenti falsi. Per lo stesso reato, ma per un solo episodio, Roberto Bottamedi è stato condannato ad un anno, nove mesi e dieci giorni. A Parolari la pena maggiore: due anni e sei mesi per danneggiamento e violazione della legge sulle armi, relativamente agli attentati alla sede della Lega di Ala e all'Unicredit di Rovereto. Beranek e Nicole Briganti sono stati condannati solo per l'episodio di Ala, e entrambi hanno preso un anno e dieci mesi, oltre a 6.000 euro di multa, per danneggiamento e violazione della legge sulle armi. Giulio Berdusco è stato invece assolto da tutte le accuse con cessazione immediata della misura cautelare.

Il gup Enrico Borrelli ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni. I circa 60 anarchici che hanno assistito all'udienza e alla lettura del dispositivo hanno reagito con un lungo applauso, urlando «liberi» e «terrorista è lo Stato». Soddisfatta la difesa: «Le pene sono contenute, leggeremo le motivazioni», ha detto l'avvocato Bonifacio Giudiceandrea, ricordando che sono venuti meno i pilastri accusatori più pesanti. Il collega Andrea De Bertolini aggiunge: «Sono contento che quello che chiedevamo, in termini di classificazione del reato, sia stato accolto».