Controlli

Portèla, il Comune di Trento invia la richiesta di intervento dell’esercito per aumentare la sicurezza

Si tratta dell'operazione "Strade sicure", portata avanti in tutta Italia dal 2008. Ianeselli: «La situazione non va drammatizzata, ma vanno colte delle opportunità»



TRENTO. Il Comune di Trento ha inviato la richiesta di intervento dell'esercito nella zona della Portèla tramite l'operazione "Strade sicure", portata avanti in tutta Italia dal 2008.

La richiesta è stata mandata lo scorso 15 febbraio, a seguito di alcuni incontri con il Commissariato del governo e con i vertici delle forze dell'ordine, che sono culminati, la scorsa settimana, in una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

"Trento è una città complessivamente sicura, dove i reati sono in calo negli ultimi anni, ma ci sono dei luoghi di difficoltà nell'area attorno alla stazione. Non vivo questa richiesta come una domanda di militarizzazione della città, però se c'è l'opportunità di affiancare alle forze dell'ordine, che già stanno svolgendo un ruolo importante, anche l'esercito, come avviene anche in tante città italiane, dico: 'Perché no?' La situazione non va drammatizzata, ma vanno colte delle opportunità", spiega il sindaco di Trento Franco Ianeselli. "Ricordiamo che 'Strade sicure' è legata ad obiettivi sensibili, ma attorno alla stazione ferroviaria e nei suoi dintorni questa presenza sarebbe tutt'altro che negativa".

Ianeselli cita anche un dato del Bilancio di genere del Comune di Trento, che è stato presentato pochi giorni fa alle Commissioni bilancio e politiche sociali. Nel rapporto è indicato che il 32,7% delle studentesse universitarie si sente insicura a girare la città in orario serale o notturno. "Certo che poi serve l'intervento delle forze dell'ordine, ma anche il ruolo attivo della cittadinanza e un lavoro sulle cause sociali", commenta il sindaco di Trento. 













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