Il Comune onora gli sportivi che danno lustro alla città 

I riconoscimenti. Al commissione sport ha assegnato i premi di atleta e dirigente dell’anno, la judoca Irene Pedrotti, capace di arrivare ai vertici nazionali e internazionali della discoplina, ed Enrico Tomasi, fondatore della società Cliogym


Daniele Peretti


Pergine. Irene Pedrotti e Enrico Tomasi sono rispettivamente l'atleta e il dirigente sportivo dell’anno. Il riconoscimento arriva dalla commissione sport del Comune di Pergine che ha voluto premiare due figure che con il loro impegno ed i loro risultati, hanno portato a livello nazionale il nome del centro perginese. Irene Pedrotti dopo essere cresciuta tra Pergine e Caldonazzo, ha spiccato il volo verso il mondo professionistico del judo a Bologna. Enrico Tomasi è stato l'ambasciatore della ginnastica artistica in Valsugana con una società, la Cliogym, nata per esigenze familiari si è poi sviluppata fino a superare la quota di cento iscritte. La cerimonia d’assegnazione dei premi non è stata ancora ufficializzata, ma con ogni probabilità sarà a settembre.

Irene Pedrotti

Quando il judo è questione di famiglia. Judoka era il nonno Luciano Casagrande, la mamma Greta Casagrande è una maestra di 5° Dan e la figlia Irene dopo essere cresciuta nello “ Judo Caldonazzo” con la mamma come istruttrice, è da due anni a Bologna per iniziare la carriera da professionista. Una curiosità: Il nonno Luciano e la nipote Irene seppur a distanza di anni, hanno entrambi conquistato il terzo posto in Coppa Italia. Irene Pedrotti è stata premiata dalla Commissione sport del Comune di Pergine come atleta dell'anno 2019 in quanto “atleta perginese distintosi per i risultati ottenuti a livello regionale, nazionale ed internazionale nel corso dell’anno 2019”.

Irene Pedrotti, nata l’11 agosto del 2000, cintura nera di 3° Dan si aspettava questo riconoscimento? «No, ma sono molto contenta di averlo ricevuto. Ho lasciato Pergine e la scuola di mia mamma, solo per iniziare la carriera professionistica. Qui a Bologna al Dojo Equipe, ho la possibilità di allenarmi con atlete di livello come non avrei potuto fare in Trentino». Per Irene Pedrotti la passione per lo judo è iniziata molto presto: a 4 anni, poi è stata una progressione di miglioramenti e di risultati che le hanno spianato la strada verso il professionismo. Ma non è solo judo: «A settembre dovrò decidere se intraprendere gli studi di Scienze Motorie o di Fisioterapia, devo pensare anche al mio domani». L’Asd Judo Caldonazzo, la società per così dire di famiglia, ha da poco compiuto i 10 anni di attività ed è in attesa di conoscere le modalità con le quali riprendere l'attività: trattandosi di sport di contatto non è dato sapersi nulla di preciso.

Enrico Tomasi

Presidente-fondatore della società Cliogym Pergine è stato nominato “ Dirigente Sportivo per l'anno 2019 distintosi per il pluriennale impegno e dedizione profusi nell’associazionismo sportivo”.

Enrico Tomasi perché ha fondato una società di ginnastica artistica? «Per due motivi. Il primo è che mi è sempre piaciuta tant'è che ne sono istruttore. Il secondo è che cercavo una disciplina da poter far fare alle mie figlie e 16 anni fa, in zona non c'erano molte alternative. E così è nato tutto». Un tutto che non è davvero poca cosa: 110 le ragazze iscritte che provengono non solo da Pergine, ma anche Levico e perfino Grigno ed una qualificazione ai Campionati Italiani che vale: «Vale perché l'abbiamo ottenuta superando le selezioni regionali, interregionali per poi accedere alle finali nazionali. Un risultato a cui tengo molto perché premia il lavoro e l'impegno delle mie collaboratrici Anna , Alice Desirée e Rossella senza dimenticare le istruttrici Jennifer e Samantha Tomasi e Melanie Cristofolini».

Qual’è lo spirito della sua società? «Molto semplice. Sentirsi dire dalle mamme che quando le figlie non volevano andare a scuola perché avevano mal di testa o mal di pancia, guarivano miracolosamente quando si sentivano dire “bene, allora questo pomeriggio non vai nemmeno in palestra”. Scherzi a parte al di la del divertimento che è indispensabile, puntiamo ad una ginnastica aperta tutti. Non ci sono limiti per provare anche perché non c’è solo l’agonismo. La ginnastica artistica, può essere anche solo ginnastica senza preclusioni».

















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