“Gian del Lat”, che portava il latte e poi costruì il primo hotel

Baselga di piné. Uno dei primi operatori economici dell’Altopiano di Piné, Mario Zanei, all’inizio di settembre, all’età di novant’anni se ne è andato nell’altra dimensione, in punta di piedi, senza...



Baselga di piné. Uno dei primi operatori economici dell’Altopiano di Piné, Mario Zanei, all’inizio di settembre, all’età di novant’anni se ne è andato nell’altra dimensione, in punta di piedi, senza fare rumore.

Nei giorni scorsi, in occasione del trigesimo della sua morte i famigliari e gli amici vogliono salutarlo ricordando la sua intraprendenza, ma anche la sua rettitudine.

«Ciao Mario, molti ti ricordano come “Gian del Lat” (Gian o Gioani), quando fin da piccolo raccoglievi un litro di latte, passando di casa in casa, in inverno anche meno, e lo portavi a Trento: al sagrestano del Duomo, al tribunale, a qualche privato, alla centrale del latte. Percorrevi la strada da Piné a Trento e ritorno, a piedi con il carretto, poi hai comprato un sidecar e allora ti sembrava di volare. Sempre attento ai cambiamenti, hai fatto anche il gelataio e quella volta alla Notte di Fiaba ne hai venduti talmente tanti che ricordavi la faccia meravigliata del tuo papà. E poi hai acquistato un Leoncino, il primo camion che girava sull’altopiano, lo usavi per trasporti, scambi, il giro si ampliava e allora giù fino a Milano e ritorno, portavi di tutto. Poi altre attività: la raccolta di funghi, la vendita di alberi di Natale per tutta l’ Italia del Nord, da Genova a Bologna, con forniture organizzate via treno fin dall’Olanda. E poi l’idea “costruire un Hotel”! Avevi già visto il terreno sul Bedolè. Lo hai acquistato e tra un trasporto e l’altro, il sabato e la domenica lo hai costruito, fino all’inaugurazione dell’Hotel Scoiattolo, il 26 luglio 1961. Il primo albergo con riscaldamento e bagno in stanza dell’altopiano, il tuo orgoglio! Hai anche una bella famiglia, tua moglie Mariella, le tue figlie Sonia e Franca e l’Hotel funziona, ma poi la vita ti colpisce duro, ti toglie la giovane moglie e ti lascia solo con le bimbe piccole. Raccogli le forze e prosegui, ti stringi a loro e riparti, ampli l’hotel, lo arricchisci di nuove iniziative, la piscina, lo skylift, lo spiedo, la birreria, il minigolf, la balera, il campo da tennis. Una vita piena di iniziative progettate e realizzate, misurando il passo, in prima persona, un esempio di tenacia e forza. La tua vita e il tuo lavoro sono qui, tangibili, visibili. Hanno creato ricchezza per te e opportunità di lavoro anche per gli altri. Eri senza paura e hai aperto nuove strade poi battute anche da altri e costituito un esempio che con il lavoro e la forza di volontà si possono superare gli ostacoli che la vita ci riserva si possono realizzare i progetti. La tua eredità ci impegna ad essere positivi e costruttivi ma anche accorti e pratici. Consapevoli che: “nessuna strada ha mai condotto nessuna carovana fino a raggiungere il suo miraggio ma solo i miraggi hanno messo in moto le carovane” (Henri Desroche)«. G.S.













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