Agricoltura

Per il kiwi calo della produzione del 10% in Trentino

Siamo nel pieno del raccolto, ma dopo il boom iniziale nell’ultimo decennio la coltura ha avuto meno fortuna


Carlo Bridi


TRENTO. Siamo nel pieno del raccolto del frutto più pregiato del Trentino, il kiwi, portato nella nostra terra dal Piemonte verso la fine degli anni 70 del secolo scorso, da Saverio Tovazzi pioniere delle nuove colture.

Nell’arco di pochi anni, quando i frutti costavano mille lire l’uno, la coltura si è espansa velocemente per raggiungere più di 10 quintali di produzione fra Alto Garda, Vallagarina e Valle dell’Adige. Ma con l’avvento di una viticoltura più redditizia con i problemi fitosanitari di questa coltura, il kiwi andò a ridursi nell’ultimo decennio e ad oggi sono stimati meno di 3000 quintali dei quali circa la metà conferiti alla SFT e l’altra metà al CIO.

E quest’anno come sta andando il raccolto? Anche in Trentino seppur in percentuali minori la produzione è in calo di circa il 10% a causa della scarsa fioritura dovuta alla forte siccità dell’estate del 2022 ci dice il tecnico della SFT, Ivan Casetti, che precisa che a raccolto concluso i Kiwi che porteremo in magazzino difficilmente supereranno i 1400 quintali.

Anche per Franco Benamati, storico direttore della Cooperativa di Pietramurata  Valli dei Laghi, la produzione nell’alto Garda, come detto difficilmente supererà i 1400 quintali. Anche nella Valle dei Laghi al posto della importante biodiversità che si registrava fino a pochi decenni fa con la prugna di Drò, il kiwi e la frutticoltura assieme alla viticoltura, ormai le susine si si sono ridotte a poche migliaia di quintali a fronte dei 70-80 mila quintali del passato, i kiwi hanno perso due terzi della produzione così pure la mela. Ora è diventato da Sarche a Arco tutta una distesa di viti.

Fra le cause gli esperti vedono la moria delle piante di kiwi, ma anche gli alti costi di produzione a fronte di una viticoltura di qualità che va a gonfie vele e riesce a fare una buona remunerazione. Ma a livello nazionale qual è il quadro produttivo e di mercato? Sul fronte della produzione si stima che manchi fra il 30 e i 35% della produzione. Il risultato è quello che sui mercati generali delle grandi città i kiwi a polpa gialla di pezzatura 120 grammi, sono quotati fra i 4 e i 4,50 euro a kg, il verde Hayward, di produzione nazionale della stessa pezzatura, fra i 2,30 e i 2,50 euro a kg. Le restanti partite provenienti dalla Nuova Zelanda, di pezzatura 120 grammi, gialli oscillano fra i 5 e i 6 euro/kg i verdi su alcuni mercati sono ancora sui 3 euro/kg. Le produzioni sono in netto calo in Emilia Romagna, Piemonte e Lazio mentre in Veneto la produzione tiene. Si assiste, afferma l’esperto Roberto Piazza, ad una accentuata meridionalizzazione della coltura in Basilicata e Calabria.

E i prezzi? Dalle prime indiscrezioni risulta che il kiwi sia giallo che verde di pezzatura superiore ai 70 grammi, si sta trattando su livelli di 1,30-1.40 euro per il kiwi a polpa verde e 1,70-1.80 euro kg Per il polpa gialla.













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