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Silvia Iori e il mais del futuro 

Laureata in biotecnologie alimentari, spera in un posto nella ricerca



REVÒ. Laurea da 110 con la lode e la passione (ma anche la speranza, visto lo stato non proprio in salute della ricerca di alto livello, soprattutto per i giovani che entrano in questa fondamentale branca della scienza) di continuare a studiare e sperimentare in un campo, la genetica “vegetale”, che è sempre più fondamentale per il futuro dell’agricoltura e dell’alimentazione umana. Parliamo di Silvia Iori, classe 1992, che nei giorni scorsi all’Università di Padova si è brillantemente laureata, con il massimo dei voti e la lode, in “Biotecnologie per alimentazione” con un lavoro di ricerca in tema biotecnologico sul mais. Titolo della tesi, che la giovane di Revò ha presentato al termine di due anni di specialistica e dopo avere conseguito, sempre a Padova, nel 2016, la laurea triennale in “Scienze e tecnologie alimentari”, è “Regolazione molecolare e valutazione dell’espressione genetica del Mais”. Si tratta in concreto di uno studio specialistico sulle piante (in questo caso il mais) per trovare soluzioni migliori nelle coltivazioni attraverso la genetica. Un campo dunque in cui c’è ancora tanto da esplorare e conoscere e che lascia intravvedere campi di applicazione infiniti che si proiettano nel futuro a medio e lungo termine.

L’obiettivo, ed il desiderio, della neo-dottoressa è poter continuare la ricerca e contribuire in tal modo a migliorare le piante “aiutandole” ad evitare le malattie, almeno le più insidiose e devastanti. Una bella sfida in un settore dove i passi in avanti della ricerca hanno ricadute nella quotidianità delle persone e delle aziende agricole che sono proiettate verso produzioni sempre più green e salutari per l’uomo e gli animali. Adesso, con la laurea in tasca e passata la festa condivisa con familiari ed amici, c’è la partita del futuro e del lavoro. Possibilità e idee non mancano alla giovane ricercatrice che aspira a poter continuare il lavoro avviato con la sua tesi magistrale occupandosi di biotecnologie in un’azienda che abbia voglia ed i mezzi di investire su questo futuro. A Silvia e alla sua famiglia i più vivi complimenti e gli auguri del Trentino. (g.e.)















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