Panizza: «Un nuovo inizio nel mio paese»

Campodenno. La campagna elettorale per le comunali è entrata nel vivo, ma pochi se ne accorgono in valle di Non. Unica eccezione Campodenno, comune di poco meno di 1.500 abitanti articolato in sei...



Campodenno. La campagna elettorale per le comunali è entrata nel vivo, ma pochi se ne accorgono in valle di Non. Unica eccezione Campodenno, comune di poco meno di 1.500 abitanti articolato in sei frazioni dove si gioca la sfida di sicuro più intrigante tra il primo cittadino uscente (in carica da 10 anni) Daniele Biada e l’inossidabile ex senatore Franco Panizza, che non ha mai cessato di abitare nella piccola frazione di Quetta.

Un candidato, Panizza, di lungo corso con una lunga esperienza politica e amministrativa partita proprio da qui e che l’ha portato a rivestire ruoli di responsabilità a livello provinciale e nazionale. Un’esperienza sempre a contatto con il territorio, che gli ha dato la possibilità di essere utile alla sua comunità e che ora vuole mettere a disposizione del Comune in cui ha scelto di vivere stabilmente - afferma. Per sua stessa ammissione, non vuole concentrarsi sul passato e su ciò che ha fatto, ma su quello che potrà fare per la ‘sua’ gente, in quello che lui definisce “un nuovo inizio”, l’impresa più rilevante e complessa della sua vita: cercare di fare bene all’interno della comunità che gli ha dato tutto: famiglia, affetti, amici, casa, protezione, sostegno. Una sfida non da poco e che va anche contro quello che è più di un detto popolare, “nemo propheta in patria”.

A spingerlo in questo duello elettorale tutt’altro che scontato, oltre all’ambizione personale di potere essere ancora protagonista nella cosa pubblica, c’è la consapevolezza di poter fare qualcosa di buono per la gente, mettendo in pratica le tante idee che – spiega – ha maturato negli anni osservando da fuori, pur vivendoci dentro, l’amministrazione del suo comune. Da qui il passo verso la candidatura è stato breve e Panizza l’ha presa da lontano circondandosi di un gruppo di donne e uomini disponibili e impegnati nelle professioni, nelle associazioni, nelle parrocchie, nel volontariato. Il nucleo della lista “Viviamo la comunità” sono tre dei cinque consiglieri della minoranza uscente, Marcello Cattani, Gianluca Dal Rì e Carlo Pezzi residenti rispettivamente a Termon, Quetta e Campodenno. Gli altri candidati sono Marisa Bergamo (Quetta); Giorgio Bortolamedi (Lover); l’ex iridata di ciclismo giovanile Rossella Callovi (Termon); Davide Cattani (Termon); Michele Endrizzi (Dercolo); Eric Paoli (Campodenno); Oreste Maines (Dercolo); Doriano Valer (Campodenno); Debora Zanoni (Lover); Samantha Zanoni (Campodenno) e Luca Zanotti (Lover.)

Il programma è articolato in dodici punti partendo da trasparenza, partecipazione e l’obiettivo di una pianificazione coordinata e condivisa per disegnare il paese dove si vorrebbe vivere e che attivi le risorse professionali che operano sul territorio per fare le scelte migliori. Nei giorni scorsi è stata promossa la campo sportivo di Dercolo una riunione all’aperto molto partecipata per un confronto sul programma prima del deposito ufficiale; adesso la prima presentazione pubblica è quella prevista a Campodenno questa sera alle 20.30 per poi proseguire con incontri in ognuna delle altre frazioni. G.E.















Ambiente&Percorsi

INCONTRO

Val di Cembra: ascoltare, vivere e raccontare le terre alte

Sabato 7 marzo farà tappa a Grumes (comune di Altavalle), il ciclo «Montagna 2050» che l'anno scorso ha toccato Terragnolo e proseguirà nell’Oltresommo (Folgaria) il 28 marzo e il 18 aprile a Pejo. Al centro temi quali l’abitare la montagna, il turismo lento, la rappresentanza delle aree montane nei processi decisionali, la biodiversità e le filiere alimentari

TEMI Cambiamento climatico, quale futuro per il turismo sciistico?
ANALISI «La montagna vive con l'azione comunitaria»

LIBRO Sagron Mis, testimonianze resilienti di una comunità di 175 abitanti

mostra

Cartoline d'epoca per raccontare il Trentino e interrogarsi sul futuro

Ultimi giorni per poter visitare "Un saluto dal Trentino", allestita alla Biblioteca Cappuccini: fino al 13 marzo oltre cento immagini del periodo 1900-1950. Memoria ma anche spunto a ragionare sull'«equilibrio precario tra le legittime esigenze dello sviluppo economico e le imprescindibili istanze della tutela paesaggistica»

MUSEO Le Alpi come paesaggio umano nelle immagini d'epoca
MOSTRA La metamorfosi degli attrezzi alpini
FOTOGALLERY Quando la fotografia incontrò lo sport in Trentino

Primo piano

Il Punto

Piano Sat 2026: centrali Montagnaterapia, rifugi sostenibili e inclusione

La Società degli Alpinisti Tridentini presenta il Documento programmatico 2026. Tra le priorità emergono l’inclusione nell’andare in montagna e le attività legate alla Montagnaterapia, accanto alla sostenibilità dei rifugi e al ruolo del volontariato. In programma anche eventi nazionali e iniziative dedicate ai giovani (foto Sat)