Grande Guerra, Cogolo coltiva la memoria 

Successo per la rappresentazione “Una comunità sul fronte” del gruppo teatrale dell’Ecomuseo



COGOLO. Successo per la rappresentazione a Cogolo “Una comunità sul fronte”. Moltissime sono le iniziative su tutto il territorio proposte a turisti e residenti per ricordare e non certo per esaltare quella che fu una delle più grandi catastrofi mondiali: il primo conflitto mondiale, a cento anni dalla fine. Con una felice intuizione il Gruppo teatrale dell'Ecomuseo della Val di Peio ha voluto raccontare attraverso aneddoti e documenti come la popolazione della Valletta ai margini dell’impero ha vissuto la Grande Guerra e i cambiamenti ad essa succeduti. Lo scopo non è stato quello di dare risalto ai fatti d’armi di questo tratto marginale di fronte alpino della Val di Peio e neppure di dettagliare le altre vicende di guerra degli austro-ungarici, ma più interessante è apparsa la ricerca dei riflessi che la situazione bellica generale dell’impero danubiano ebbe sulla vita della popolazione locale e sulle vicende del fronte dell’alta valle di Sole.

“Una comunità sul fronte - La Val di Peio e la Grande Guerra” è stata davvero una rappresentazione di grande impatto proposta nella sede naturale al Forte Barbadifior - in parte disturbata dalla pioggia - e quindi riproposta qualche giorno dopo attraverso le vie di Cogolo e nella chiesa parrocchiale stipata all’inverosimile da un pubblico attento e partecipativo. I testi della rappresentazione ha trovato base sulle testimoniante riportate negli anni Venti da Don Giovanni Bevilacqua parroco a Peio durante il grande conflitto e che proprio grazie al suo interessamento presso il comando del II° Rajon a Fucine di Ossana riuscì a evitare l’esodo della popolazione, cosa che invece avvenne per il vicino paese di Vermiglio.

La regia dello spettacolo e la conduzione di tutta l’attività formativa è stata curata da Guido Laino e Marta Marchi mentre il grande protagonista è stato il Gruppo teatrale dell’ecomuseo al quale quest’anno si sono aggiunti un buon numero di ragazzi e bambini per un totale di trenta persone e tra di loro anche il parroco Don Enrico Pret che ha interpretato con particolare intensità un’impeccabile Don Bevilacqua, parroco a Peio durante la grande guerra. Moltissimi applausi anche per i bravissimi attori professionisti Silvio Barbiero e Marta Marchi. Lla comunità di oggi, si è quindi rispecchiata nelle sofferenze della comunità di ieri, che ha visto la guerra arrivare praticamente sulla porta di casa.













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Carlo Bridi

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