«Dizionario, il sogno si avvera» 

Nòneso-Ladino/Italiano e viceversa: «Per salvare e diffondere la nostra cultura»

CLES. «Un sogno che si avvera, dopo 25 anni di attività che l’associazione Rezia sta mettendo in campo per far conoscere, e riconoscere, la ladinità del nones». Così ieri la presidente di Rezia, Caterina Dominici, ha presentato il nuovissimo Dizionario Nòneso Ladino/Italiano e Italiano/ Nòneso Ladino promosso dall’Accademia della Lingua Nonesa Ladina in collaborazione con un pool di esperti e cultori di varia cultura ed estrazione geografica, edito da Aldo Francisci Editori di Abano Terme. Nulla a che vedere con il monumentale Vocabolario Anaunico Solandro di Enrico Quaresima (Tuenno 1883-Trento 1969) edito nel 1964 dalla Fondazione Cini di Venezia, che rimane una pietra miliare, ma strumento per far conoscere, anzi per contribuire a salvare, parole e significati del noneso che si stanno perdendo.

«Da tempo - ha detto la Dominici - l’associazione nònesa ladina Rezia, e negli ultimissimi anni in particolare l’Accademia della lingua nònesa ladina, ha elaborato un progetto di un vocabolario di facile consultazione che servisse in particolare alle nuove generazioni. Dopo anni di ricerca e lavoro è finalmente ultimato, crediamo proprio che questo dizionario possa contribuire alla diffusione della lingua nònesa-ladina e in particolare a conservarla». «Questo dizionario serve a salvare il salvabile di un patrimonio di parole a rischio», ha aggiunto il presidente dell’Accademia Candido Marches. L’idea di crearlo gli è venuta alcuni anni fa: «Dei giovani mi chiedevano come si traducesse in italiano una parola nonesa o come fosse la sua corretta pronuncia. Ho pensato che qualcosa si doveva fare per non perdere questo ricchissimo patrimonio di cultura popolare. Parlandone con l'allora consigliera provinciale Caterina Dominici, è partita l’idea del dizionario tra mille difficoltà e peripezie».

Il noneso, lingua o dialetto che sia, ha varianti fonetiche e parole che cambiano dall’Alta alla Bassa Valle, e in alcuni casi anche tra paese e paese. Difficile riassumere il tutto in un’unica fonetica, una sorta di Koinè che in altre realtà ladine, come la val di Fassa e la Gardena-Badia, è arrivata dopo un complicato confronto di parlate. «La base morfologica-sintattica si trova nella grammatica di Ilaria Biasi, edita dalla Regione nel 2005», ha detto l’esperto linguista di formazione oxfordiana David Wilkinson, marito della Dominici e consulente per questa operazione che punta a ridare slancio all’uso comune del noneso anche tra i giovani. Per Wilkinson nessun dubbio che il noneso sia una lingua di radice neo latina come il portoghese e lo spagnolo: «Infatti una parlata non è più un dialetto quando contiene coerenti morfologia, sintassi e lessico che si scostano sia dalla lingua nazionale sia dalle parlate o dialetti vicini. Condizioni che il noneso presenta in pieno».

Alla presentazione anche alcuni dei fondatori e membri dell’Accademia della Lingua Nonesa Ladina come la professoressa Liliana Turri, già insegnante di inglese e tedesco in varie scuole superiori fuori regione, la scrittrice Antonietta Dalpiaz, i poeti in noneso Fabio Widmann, Dolores Keller e Carla Ebli. Presenti anche Carlo e Luciana Recla di Ronzone, appassionati collezionisti di parole antiche oltre che di cose e testimonianze del passato. Il Dizionario, 456 pagine e costo 22 euro, sarà in edicola a partire da metà luglio. (g.e.)