CR Val di Non ottimista grazie ai conti del 2019 

La banca. Presidente e direttore anticipano i dati del bilancio in vista dell’assemblea di fine mese in cui i soci parteciperanno solo delegando un notaio. Il patrimonio sale a 154 milioni di euro


Fabrizio Brida


Val di non. È una Cassa Rurale Val di Non che può guardare con serenità e ottimismo al futuro, anche in questa fase delicata per la nostra economia, quella che ha chiuso con il 2019 una delle annate migliori di sempre. Sono infatti molto positivi e in crescita i numeri anticipati in riferimento all’anno scorso, come da bilancio che sarà approvato a fine giugno.

Quest’anno il Covid ha costretto la Cassa Rurale – che conta 25 filiali distribuite sul territorio, 140 collaboratori, 30 mila clienti (di cui 10.500 soci) – a organizzare l’annuale assemblea in una forma inedita: i soci non potranno partecipare fisicamente, ma è stato designato un unico rappresentante, il notaio locale Domenico de Pascale. Ognuno potrà essere rappresentato in assemblea, delegando il notaio e comunicandogli le intenzioni di voto (indicazioni sul sito www.crvaldinon.it).

Questa novità non impedirà alla Cassa Rurale di rimanere vicina ai suoi soci. «Rendere conto ai soci è essenziale, poterlo fare in assemblea è emozionante – dichiara il presidente Silvio Mucchi anche a nome del Cda –. Ci mancherà il vedersi, il dire, l’ascoltare, ovvero il condividere nel più alto spirito cooperativo. Nella speranza che il pericolo stia passando e nel rispetto e ricordo verso chi ha sofferto, chi è mancato e chi ha donato professionalità a proprio rischio, credo possa essere compresa una forma di assemblea alternativa».

Il bilancio del 2019, ante pandemia, sia dunque auspicio di sostenibilità per il più difficile momento che ne è seguito e dal quale ora, un po’ alla volta, dobbiamo uscire.

È il direttore Massimo Pinamonti a entrare nel dettaglio dei numeri. «Il bilancio 2019 si è chiuso con indici e valori importanti – afferma –. Un’annata che ha permesso di ottenere un utile netto di 4,5 milioni di euro, a cui si sommano gli accantonamenti ai fondi rischi, oltre a spesare anche 1,6 milioni alla voce “fondo esuberi”. Il conseguente incremento di patrimonio, che ora raggiunge i 154 milioni di euro, oltre a garantire solidità e sicurezza, permette di guardare con fiducia all’anno corrente e al prossimo esercizio, in un momento in cui è fondamentale intervenire per sostenere l’economia di valle, soprattutto nei settori che maggiormente hanno sofferto gli effetti dell’emergenza sanitaria».

L’indice CET1, uno dei principali indicatori di solidità patrimoniale delle banche, ha raggiunto il 23% e quindi è in netto miglioramento rispetto agli anni precedenti e di gran lunga superiore alla media delle banche italiane (13,9%). «Questo dato – spiega il direttore – colloca la nostra Cassa Rurale tra le prime banche in ambito nazionale, segno di assoluta solidità del nostro Istituto».

Ottime notizie dai crediti deteriorati: nel 2019 diverse posizioni hanno trovato smobilizzo e altre sono in corso di definizione nel corrente esercizio, confermando l’impegno, dedicato al miglioramento della qualità dell’attivo, che ha consentito di ridurre di circa il 18% le posizioni deteriorate. Grazie agli accantonamenti realizzati negli ultimi esercizi, la copertura delle sofferenze raggiunge il 71,6% del totale, con una percentuale di sofferenze nette dello 0,83% sul totale impieghi netti. Incrementi considerevoli anche per la raccolta totale (+4,92%), mentre si mantengono stabili gli impieghi (729.763.000 euro).

Altre novità: a maggio la Cassa Rurale ha aperto la nuova filiale Area Self in piazza Granda a Cles, uno sportello automatico aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con macchinari evoluti in grado di eseguire ogni operazione bancaria (anche il versamento di denaro contante). Sono state inoltre potenziate le due filiali del capoluogo, quella di Viale Degasperi e il Centro Direzionale di Via Marconi, con uffici di consulenza finanziaria e assicurativa.













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