Chiesetta di San Udalrico il restauro è terminato 

Rumo, con la benedizione dell’arcivescovo di Trento Lauro Tisi riaperta ai fedeli a 10 anni dal progetto iniziale. I lavori, partiti nel 2002, sono costati 615 mila euro


di Giacomo Eccher


RUMO. Riaperta a Rumo dopo i lavori di restauro della chiesetta di San Udalrico nella frazione di Corte Inferiore, con ospite l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi. Con questo intervento, il più importante anche in termini finanziari (con un costo di 615.000 euro), si è concluso un ciclo di lavori edilizi e di restauro per le chiese di Rumo avviato nel 2002 e che hanno comportato una spesa complessiva di circa 1.750.000 euro.

La storia del restauro della chiesetta di San Udalrico è stata riassunta da Pio Fanti, storico per passione che recentemente ha dato alle stampe una monografia sulla chiesa di San Lorenzo a Mione, una delle chiese parrocchiali di Rumo con quella di san Paolo a Marcena e di San Vigilio a Lanza. «Nel febbraio del 2008 – ha ricordato Fanti - il consiglio parrocchiale affari economici esaminò la relazione tecnico - illustrativa predisposta dall'architetto Patrizia Mazzoleni, incaricata della progettazione del restauro, destinato a porre un freno al degrado in atto, a mettere in sicurezza l'immobile ed a restituire alla chiesa adeguata integrazione nel contesto edilizio, sia per l'accoglienza dei fedeli, che per il decoro urbano. Il progetto venne finanziato dalla Provincia in 3 lotti (2 x l'edificio ed 1 x i beni storico-artistici). Nel maggio 2012 è stato aperto il cantiere da parte della ditta Tecnobase srl di Trento aggiudicataria dell'appalto e anche del secondo lotto partito nel settembre 2015».

L'intervento ha riguardato soprattutto gli esterni dell'edificio: scavi archeologici, drenaggi, sistema di deumidificazione elettrofisica, intonaci, paramenti lapidei, tetto, impianto parafulmini, campanile, interramento cavi elettrici, la pavimentazione in acciottolato e lastre di porfido di alcuni spazi esterni, la sostituzione delle copertine del muro di cinta in cemento, con piastre in porfido, la recinzione di sicurezza in acciaio corten, il restauro di elementi lapidei e capitelli interni, il descialbo e successivamente l'integrazione, il consolidamento e la velatura degli intonaci interni, compresa la volta. Un terzo lotto di 100 mila euro circa riguardante il restauro dell'altare maggiore, di opere ed arredi lignei e dipinti su tela, che nella graduatoria del 2011 occupava la posizione 111, venne ammesso al contributo provinciale nel novembre 2016 ed appaltato nella primavera del 2017 al restauratore Giuseppe Rigotti di San Lorenzo in Banale. Il costo effettivo complessivo è stato di 615mila euro e quindi notevolmente inferiore ai 700mila euro previsti inizialmente.

La copertura finanziaria è stata assicurata dai contributi di Provincia, Curia arcivescovile con fondi dell'8 x 1000, Comune di Rumo, Asuc di Mione e Corte e Bim. Una parte importante anche da donazioni privati, fondi dell'ex Caseificio turnario di Corte Inferiore e del Gruppo organizzatore delle sagre di San Udalrico. Un grazie particolare da parte della comunità è stato riservato alla famiglia "dei Romedi", oggi rappresentata dai coniugi Fortunato Vender e Alma Weger che ha la propria casa di abitazione a pochi metri dalla chiesa di San Udalrico, che ha svolto e svolge l'attività di sagrestano della Chiesa da circa un secolo. Un servizio quindi di cui furono partecipi più generazioni, anche come amministratori laici dei beni della chiesa. Alla famiglia è stato consegnato un quadro di Mastro7 raffigurante la chiesa con ai lati le loro 2 abitazioni, quadro che è stato consegnato dall'arcivescovo Lauro Tisi, che ha concelebrato la messa con altri 4 sacerdoti













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