Ampliamento e referendum  per l’area produttiva di Mollaro 

Consiglio comunale Predaia. Approvata all’unanimità la mozione proposta dal sindaco, ma solo dopo un acceso dibattito e l’inserimento nel dispositivo della possibilità da parte dei cittadini di esprimersi direttamente sulla proposta


Giacomo Eccher


Predaia. Serata caotica, e con momenti di tensione tra maggioranza e opposizione l’altra sera in consiglio comunale di Predaia. A scaldare gli animi la mozione proposta dal sindaco Paolo Forno sull’ampliamento, condizionato da interventi migliorativi della viabilità, dell’area artigianale di Mollaro, 4 ettari da aggiungere agli 8 esistenti. Contro questa ipotesi contenuta nel piano stralcio delle aree produttive del Piano Territoriale di Comunità (PTC) della valle di Non, la minoranza al completo (6 consiglieri) ha presentato due emendamenti inseriti in altrettante mozioni che modificavano, nel dispositivo, il testo depositato dal sindaco e che sono stati giudicati ‘irricevibili’ dalla segretaria comunale. Questione non da poco che si è intrecciata a un contorto ragionamento su quanto prevede il regolamento d’aula davanti ad una cinquantina di residenti di Mollaro, che hanno affollato la sala consiliare di Taio solitamente deserta o quasi in occasione delle sedute consiliari.

Il battibecco

La non ammissibilità era già stata notificata ai capigruppo per lettera e la segretaria ha spiegato che le due mozioni alternative, a termini di regolamento, semmai dovevano essere proposte per l’inserimento in una successiva seduta consiliare a meno che, a maggioranza, il consiglio non ne deliberasse l’urgenza seduta stante. Ne è nato un forte battibecco tra i due schieramenti e forti brusii dal pubblico con interruzioni che hanno messo a dura prova l’aplomb del presidente dell’aula Mauro Erlicher, che è comunque riuscito, anche se a fatica, a condurre in porto la discussione.

Messa ai voti, l’urgenza di inserire subito all’odg i due emendamenti/mozione delle minoranze è stata respinta dal no compatto (12 consiglieri) della maggioranza. A risolvere il braccio di ferro è intervenuto il sindaco proponendo di aggiungere alla mozione della maggioranza un secondo paragrafo, prevedendo che sull’ampliamento “si possano esprimere i cittadini attraverso referendum popolare secondo le modalità stabilite dal vigente statuto comunale”. Rimane l’impegno per Comunità di Valle e Provincia, qualora si intendesse includere nella previsione urbanistica del Piano Stralcio al PTC anche l’ampliamento dell’area produttiva-artigianale di Mollaro, “a farsi carico della problematica relativa alla viabilità di Mollaro per alleggerire il traffico dall'abitato...”. Questa proposta alla fine è passata all’unanimità ma rimane anche un altro nodo irrisolto, se il referendum deve essere riservato solo ai residenti di Mollaro o esteso a tutto il comune di Predaia che di frazioni come Mollaro ne conta altre 13 più o meno grandi.

Identità e unità

«A casa nostra comandiamo noi!» - ha detto in proposito il consigliere Sergio Frasnelli, sollevando la reazione di Forno che ha ricordato che ragionando in questo modo si mette a repentaglio l’identità e l’unità stessa del Comune, perché non si può lasciare alle singole frazioni decisioni su temi di carattere generale come è appunto un’area produttiva. «È giusto – ha detto Forno - tener conto delle preoccupazioni dei residenti e noi lo abbiamo fatto, ma non deve nemmeno essere sottovalutata l’importanza di avere sul territorio comunale altre 11 nuove aziende che creano lavoro e sviluppo: è un punto che non si può liquidare a cuor leggero». La palla torna ora alla Comunità di Valle che ha fretta di concludere lo stralcio per le aree produttive del PTC che è in ballo ormai da tre anni e che coinvolge tante altre amministrazioni della valle di Non.













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